Viola Gailli ha solo 25 anni, ma le idee chiare. Aspirante fotografa, lavora insieme ai genitori nel supermercato di famiglia, ma non rinuncia alla propria passione per l'arte. «Così, al ritorno da un viaggio, ho deciso di
aprire una galleria tutta mia, dedicata a tutti quegli artisti che non riescono a farsi conoscere in città».
Detto, fatto. La
Violabox Art Gallery ha inaugurato il 26 novembre scorso con la mostra di
Marco Puerari. L'esposizione è conclusa, ma Viola mi fa vedere un quadro che fa ancora bella mostra di sé in galleria: «Un acrilico su tela che descrive tutta l'originalità di questo giovane artista. Nei suoi quadri utilizza il pennello, ma anche il nastro adesivo e le dita. Insomma, ciò che mi colpisce è sempre la personalità».
Viola non chiede altro agli artisti che vogliono esporre nella sua galleria: «A Genova è già difficile riuscire a trovare uno spazio - io stessa difficilmente riesco ad esporre le mie fotografie in città - in questo modo offro la possibilità di farsi conoscere anche a chi è alle prime armi».
Oggi Viola è alle prese con
Quattrotratti, la sua seconda mostra. Protagonisti sono
Sergio Leta, giovane docente di Storia dell'Arte che rappresenta Genova con dipinti ad olio e acrilico su legno; poi
Fran Bravo e i suoi lavori ad acquerello e china: le persone raffigurate nei quadri sono riprese da fotografie degli anni '40, ma il viso è sostituito da teste di animali;
Gregorio Giannotta e gli schizzi dedicati a chi ama l'arte del fumetto. «E a proposito di fumetti, ci sono anche quelli di
Enrico Macchiavello. Chi non ricorda i suoi personaggi, protagonisti degli
spot della birra Ceres?».
Lo spazio di Viola è piccolo ma accogliente: due sale, muri bianchi e - ovviamente - viola, pavimenti in legno e ardesia: «Un tempo questo era un magazzino dell'olio», spiega ancora Viola, che sta già pensando alla prossima mostra in galleria: «verrà inaugurata
sabato 13 gennaio alle 18 e questa volta sarà
tutta al femminile». Vedrà protagoniste 3 giovanissime -
Novella Ponassi, Carola Pastorino e Dori Kaszas - e le loro incisioni su legno e ferro, poi stampate su carta.
Ma a quando una personale di Viola? «Per ora preferisco dare spazio agli altri, poi si vedrà... Nelle mie foto amo ritrarre le persone e scelgo colori saturati, molto accesi».
Progetti per il futuro? «Nella mia galleria voglio ospitare numerose forme d'arte:
dalla scultura all'illustrazione. Nel frattempo frequenterò un Master in fotografia a Milano: questo mi aiuterà a scegliere la mia strada artistica».