Come si era accennato la
settimana scorsa: è proprio Natale. E siccome a Natale di zucchero ce n'è già abbastanza in tavola e nei biglietti d'auguri, lasciamolo almeno fuori dai lettori dvd. E quindi:
niente commedie. Vietate, proibite, abolite. Mi raccomando. Mi raccomando (di nuovo).
Ecco invece qualche cosetta che ci starebbe bene tra le grinfie d'amici e parenti.
Allora. Se dovete fare un regalo a qualcuno cui tutto va per il meglio, che deprimersi un po' se lo può anche permettere, non fategli mancare la prima regia di
Kim Rossi Stuart,
Anche libero va bene, appena edito da
01 distribution. È un melodramma familiare struggente e delicatissimo, che affonda il coltello nelle piaghe dell'infanzia con un pudore cristallino. Madri assenti, in fuga dalle proprie nevrosi; padri piagati dalle responsabilità e da una solitudine fiera ma opprimente; figli orgogliosi e pazienti, impegnati con commovente pudicizia a sopravvivere agli adulti, alle loro pretese, alle loro opprimenti aspettative, ai loro alterchi sguaiati.
Finale dolceamaro che strappa il cuore. Imperdibile.
Fronte
horror. È arrivato
Silent Hill, tratto dall'omonimo videogioco di culto. Se ne è dette tante. Molte a sproposito.
Silent Hill fa paura ed è visivamente sopraffino. Nemmeno la storia è da buttare. Dopo un'incidente automobilistico tra i boschi una donna si ritrova al limitare di un silente e macabro paesino silvestre e senza la figlia che stava con lei. Cielo bianco da cui piove cenere, strade deserte animate solo da figuri incappucciati, e allo squillar di un mesta sirena un buio denso come pece che si porta dietro creature da incubo. Lei vorrebbe andarsene, ma deve prima ritrovare la bimba. E forse andarsene è impossibile. Dalla
Eagle un doppio disco pieno di contenuti speciali. Ottimo.
Infine, un indipendente americano che non potete mancare: è
Il calamaro e la balena di
Noah Baumbach, già fido collaboratore dell'immenso
Wes Anderson (
The Royal Tenembaum,
Le avventure acquatiche di Steve Zissou). Ancora di famiglie in disgregazione si parla. Qui, a spezzare il patto sono due intellettuali newyorkesi, scrittori in carriera: in calo di ispirazione lui (non butta più giù una riga), in gran spolvero lei, un tempo sua allieva. Che in aggiunta va a letto ormai da mesi con l'insegnante di tennis. I figli, due, maschi entrambi, ancora una volta pagano il conto per tutti. Il maggiore si schiera col padre, il minore con la madre, ma tutti e due precipitano aggrappandosi ad un'identità familiare che si sfibra piano piano. Peccato che gli adulti (?) siano troppo impegnati a far misure su chi c'ha l'ego più grosso per accorgersene...
Ironia leggera come vapore, dolori palpabili, malinconie lancinanti: tutta la fatica di vivere, tutto il piacere di vivere. Semplicemente perfetto.
Contenuti speciali in giusta dose.
Tanti tanti tanti auguri di Buon Natale a tutti.