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La Strenna natalizia 2006 della Banca e della Fondazione Carige è stata presentata lunedì 18 dicembre presso la Sala del Maggior Consiglio del Palazzo Ducale a Genova (Piazza Matteotti, 9). Si tratta del libro Genova e l'Europa atlantica - Opere artisti, commitenti, collezionisti: Inghilterra, Fiandre, Portogallo - curato da Piero Boccardo e Clario Di Fabio - quinto e ultimo volume della collana Genova e l'Europa. Erano presenti all'evento il presidente della Fondazione Carige Vincenzo Lorenzelli e il presidente della Banca Carige Giuseppe Berneschi.
Preceduto da trattazioni su Spagna, Francia, Paesi dell'Europa continentale e del Mediterraneo, il libro analizza la produzione artistica e artigianale a cominciare dalla Genova del medioevo e fino al tardo Ottocento. Quadri, oggetti, oreficeria. «Il lavoro ha struttura originale - dice Mauro Natale, docente di storia dell'arte moderna all'Università di Ginevra - evidenzia, infatti, il profondo legame tra la produzione artistica e gli scambi culturali, nonché economici, che Genova intrattenne in un periodo di commerci fiorenti con tutto il mondo». Grazie ad un'approfondita ricerca viene ricostruita la storia delle opere, con tanto di modifiche e modernizzazioni delle stesse, ma anche dei proprietari e delle grandi famiglie collezioniste.
L'opera presenta saggi e contributi ad opera di esperti e studiosi del settore, oltre ad una ricca documentazione fotografica.
«Ci fu un'epoca - dice Giovanni Berneschi, presidente della Banca Carige - in cui a Genova venivano coniate monete con la croce cristiana su una faccia e una vela musulmana sull'altra. Segno di grande prosperità».
L'intervento di Berneschi ha però affrontato duramente anche temi attuali e scottanti: «Da questo libro si evince una Genova viva e al centro dei traffici europei nel Quattrocento. È possibile che oggi non si riesca a fare opere come il Terzo Valico, che il Porto sia sempre uguale a se stesso? Evidentemente l'economia del tempo era retta da persone che ci sapevano fare. Soldi pubblici, lo sappiamo, non ce ne sono più; tuttavia gli italiani sono un popolo di grandi risparmiatori. Credo sia giunto il momento di prenderci le nostre responsabilità, di iniziare a fare le cose senza perdere altro tempo».
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