Ho iniziato a seguire gli Zorn parecchio tempo fa: ricordo di aver ascoltato una loro canzone (
Odiami, ndr) in un cd che aveva il nome di
Radio torre Genova (o qualcosa del genere). Già da allora mi colpì la musica ma soprattutto il fatto che un genere così pesante portasse con sé un cantato in italiano. Una tendenza che attualmente inizia a diffondersi (basta ascoltare, ad esempio, i nostrani
Subhuman).
Il titolo di questo disco - contenente 9 tracce - prende il nome di
Sententia, o almeno così credo, visto che è l'unica parola, oltre al nome della band, presente in maniera circolare sulla copertina.
Di acqua sotto i ponti ne è passata a fiumi, anzi, direi che gli argini hanno straripato. Sicuramente è uno dei dischi di band emergenti più belli che abbia ascoltato quest'anno.
I suoni sono potentissimi, la batteria sostiene
groove incredibilmente belli e a condire il tutto, con sale e pepe quanto basta, ci si mettono chitarre e voce. Quest'ultima, azzardo, si fa portantina di testi assolutamente non privi di argomentazione.
In certe occasioni - vedi l'opener
Sententia - mi sembrava di avere a che fare con la
versione tricolore dei Sepultura: ritornelli aperti ed estremamente oscuri, trame ritmiche malate e sempre con il vento in poppa. Un disco davvero tutto da ascoltare.
Nove tracce che non lasciano un attimo di tregua, tutte tiratissime e violente. Chiude la sopracitata
Odiami che è stata rivista e arricchita con tamburi dal tipico sapore tribale, che fa tanto "back to the primitive". Veramente un lavoro tra i migliori 3 che io abbia avuto modo di ascoltare quest'anno. E dal vivo sono altrettanto agguerriti: provare per credere.
Tracklist
1-
Sententia
2-
5.8
3-
Pharmadead
4 -
Serial Killer
5 -
Cyberwarrior
6 -
Movimento
7 -
Urlo
8 -
Creatura del terzo millennio
9 -
Odiami
Per info
www.zornband.com