L'idea è nata dopo ripensamenti, fantasie ed errori. Di primo acchito sembra strampalata, ma il coinvolgimento di persone, strutture e soluzioni diverse la rende originale. Di cosa parliamo? Di
Genova è la mia scena, la mia scena è Genova, lo spettacolo allestito all'interno della
chiesa di Sant'Agostino, nato da un'idea di
Tonino Conte, che coinvolge molti amici del Teatro della Tosse, Emanuele Luzzati per primo.
«Abbiamo già
anticipato buona parte delle particolarità di questo spettacolo», spiega Conte, «il primo dei tre episodi andrà in scena
sabato 11 novembre ed è un progetto che covo da ormai tre anni. Con il passare del tempo è diventato sempre più ricco come quando si prepara il minestrone: vedi quello che hai nel frigo o in dispensa e continui ad aggiungere finché non ottieni il risultato voluto». Migliori sono i singoli ingredienti, migliore sarà il prodotto.
Per questo spettacolo l'ingrediente segreto e un po' speciale è la scenografia progettata da
Alida Cappellini e
Giovanni Liecheri.
Per capire di cosa si parla pensate alla città, ai suoi alti e bassi, i suoi cunicoli, le viste mozzafiato come quella di Castelletto, il porto con le navi e alle costruzioni come il Bigo, il tutto racchiuso in una struttura mastodontica (vedi immagine in alto) montata in una chiesa dall'architettura semplice e lineare.
Scordatevi le poltrone rosse, il pubblico sarà protagonista e partecipe, seguirà un percorso attraverso la struttura. Gli attori sbucheranno da ogni parte raccontandovi la storia di Genova: li potrete vedere dall'alto sdraiati sul suolo, oppure alle vostre spalle, o magari incastrati in qualche struttura di metallo.
Si parlerà di personaggi noti, da Simon Boccanegra a Colombo. In scena anche un Luzzati (non il vero ovvio) che racconta come lui vede la città: «per scrivere le battute ho copiato pari pari i suoi discorsi», confessa Tonino Conte. Ma non mancherà un momento per svelare anche i piccoli segreti locali, come quello del duca di
Palazzo Tursi che ospitava giovani donne i cui servigi agli ospiti di passaggio venivano lautamente retribuiti. Non so se è chiaro.
«Volevo che struttura e racconto mostrassero al pubblico il vero lato di Genova. Sulla scena non posso dire tutto - continua Conte - ma sono stufo di questo individualismo sfrenato che caratterizza i genovesi: ognuno pensa a sé e questo porta la città ad essere sempre più chiusa. La scenografia vuole dimostrare il contrario, aperta e ariosa dove il pubblico può sperimentare il piacere del vivere insieme l'atmosfera del teatro».
«Mancano pochi giorni alla prima - conclude Conte - ed io non ho ancora finito di scrivere il copione, questo spettacolo nasce mentre lo proviamo è come se avesse una vita propria che io e gli attori seguiamo come una pista».
La grande costruzione - ideata come un palco smontabile e riadattabile - verrà usata anche per gli altri due episodi successivi a
Genova è la mia scena, la mia scena è Genova. Dal 27 febbraio al 17 marzo, sarà dedicata a parole e musica, per un confronto
Poeti versus Cantautori; la primavera trasformerà la chiesa di Sant'Agostino in una città nave per
Nel mare dell'Odissea, dal 25 maggio al 2 giugno, con decine di giovani coinvolti nella nuova edizione de
La Storia in Gioco.
Lo spettacolo è correlato alla mostra
Ge900, organizzata per festeggiare gli ottant'anni della
Grande Genova, divisa in sette sezioni e nove sedi espositive. Sarà visitabile
da sabato 11 novembre fino al 31 gennaio 2007, da Palazzo Ducale a Sampierdarena, San Fruttuoso, Molassana, Bolzaneto, Sestri Ponente, Voltri, Nervi. Una commistione di passato e futuro della città.