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«Chiamiamo conoscenza tutto ciò che riguarda le nostre attività, pertanto dobbiamo capire come i diversi tipi di conoscenze si articolino tra di loro, anche quando sono in contrasto» a parlare è Armando Massarenti moderatore dell'incontro Filosofia delle conoscenze - Le frontiere e gli intrecci che si è tenuto a Palazzo Ducale durante il Festival della Scienza di Genova. Partendo dal testo Filosofia delle conoscenze curato e scritto da Nicla Vassallo i relatori e co-autori Eugenio Lecaldano - professore di Filosofia Morale presso l'Università "La Sapienza" - Christopher Hughes - docente di Metafisica, Filosofia della religione e Filosofia medioevale al King's College London - e Giulio Giorello - ordinario di "Filosofia della scienza" all'Università degli Studi di Milano - hanno intrapreso un viaggio attraverso le diverse sfaccettature dell'argomento. Ad introdurre l'argomento è l'autrice Nicla Vassallo, che illustra i quattro diversi ambiti spiegati nel libro - conoscenza etica, conoscenza religiosa, conoscenza scientifica e conoscenza etica - che verranno poi approfonditi singolarmente da ogni relatore.
Christopher Hughes affronta l'aspetto religioso: «la conoscenza religiosa ha delle caratteristiche particolari?», si domanda, «se si, come si possono individuare?». Il processo per rispondere a questi quesiti è lungo e tortuoso, ma si fonda principalmente sulla ricerca di condizioni necessarie che indichino l'esistenza di una conoscenza religiosa; la quale però non si può definire oggettiva, poiché si basa sempre su un proprio punto di vista ed interpretazione dei fatti. «La ricerca delle condizioni necessarie porta a dedurre che le uniche degne di valutazioni e realmente credibili sono quelle riguardanti se stessi», afferma Hughes, «inoltre solo una credenza vera e ragionevole può diventare conoscenza. Nell'ambito della religiosità solo un epistemologo ha gli strumenti necessari per dimostrare l'esistenza o l'inesistenza della conoscenza religiosa».
La parola passa a Eugenio Lecaldano che invece si addentra nell'argomento dell'etica portando ad esempio fatti di cronaca riguardanti eutanasia e persone costrette al coma vegetativo: «l'etica è la capacità che abbiamo di provare emozione e partecipazione ai sentimenti altrui ed è assolutamente soggettiva», spiega il professore, «l'unica conoscenza di cui si può essere certi è quella empirica, cioè la conoscenza scientifica. Che a mio avviso è necessaria all'etica». La conferenza si chiude con l'intervento di Giulio Giorello sul concetto di probabilità ed ipotesi. «Le interpretazioni che diamo agli eventi sono del tutto personali e, a meno che non ci affidiamo ad un ipotetico fantasma che ci garantisca l'oggettività, non sono affidabili». Cosa ci dimostra questo? Che anche in ambito matematico ed in particolare in quello della probabilità l'oggettività non è così scontata come si è sempre creduto: la valutazione che gli si attribuisce è infatti differente in base al soggetto, conclude Giorello.
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