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Ok, è
la settimana di Halloween, per cui con me si sfonda una porta aperta.
Inevitabile che un po' ovunque, per il globo terracqueo, fioccassero le nuove uscite in DVD di genere horror. Tralasciamo quisquilie e pinzillacchere e andiamo al sodo: è arrivato il cofanetto con i primi 7 episodi della prima serie dei
Masters of Horror. Naturalmente non è uscito qui da noi, ma in Gran Bretagna. Anzi, qui da noi, neppure ancora si sa nulla della serie televisiva. Ebbene, rimediamo.
Masters of horror nasce da un'idea di
Mick Garris, regista di
scary movie televisivi (la versione per piccolo schermo di
Shining) e non (
Riding the bullet), senza infamia e senza lode. Che durante una cena in compagnia di ben più illustri colleghi (
Tobe Hooper e
John Carpenter, per dirne due non a caso) mette in tavola un'idea che ben presto diventa un progetto: una serie TV che raduni i maestri del genere fornendo loro la massima liberta creativa, nessun vincolo di censura, episodi di un'ora l'uno come contenitori. I compari aderiscono, Garris formalizza il progetto e ben presto trova anche i finanziatori: la serie viene acquistata dalla TV via cavo
Showtime ed entra in produzione.
I nomi al timone degli episodi della prima serie (che ormai è già vecchia di un anno: a fine ottobre è scattata in America la seconda stagione) sono da far tremare i polsi: oltre ai tre succitati ci sono
Don Coscarelli,
Lucky McKee,
Joe Dante,
Dario Argento,
John McNaughton,
John Landis,
Stuart Gordon,
Larry Cohen,
William Malone e perfino quel pazzo di
Miike Takashi.
Non tutti degni dell'epiteto di riferimento, ma comunque neanche dei fessi.
Gli episodi, diciamolo subito, sono diseguali e discontinui assai, e oscillano tra
perle di cattiveria e ardimento visivo che si mettono in tasca quasi tutto l'horror cinematografico degli ultimi anni (e diciamo di Carpenter e Miike) e godibili
divertissement che sembrano tutt'al più un aggiornamento aderente ai tempi e ai gusti che corrono dei gloriosi racconti di
Ai confini della realtà (Garris e McKee ad esempio).
Tra un estremo e l'altro c'è un po' di tutto ma, siamo onesti, per l'appassionato trattasi sempre e comunque di sublime goduria: bon bon assortiti ai gusti più disparati da assaggiare uno dopo l'altro con curiosità ed eccitazione.
Il primo cofanetto edito dalla Anchor Bay (lo trovate come al solito su
www.play.com) raccoglie le performance di Carpenter, Coscarelli, Gordon, Garris, McKee, Landis e Dante. Sette dischi in ognuno dei quali, oltre al film, trovate circa tre ore di contenuti speciali (interviste, backstage, errori, una retrospettiva sul maestro chiamato in causa e altra roba ancora...) veramente esaustivi e ben curati. Secca solo una grossa lacuna:
i primi 4 episodi dispongono di sottotitoli (in inglese ovviamente), gli altri no. Piccola ignominia cui purtroppo la
Anchor Bay ci ha già abituato.
Sulla questione "niente censura" ci sarebbe invece da dire due cosette: gli esiti sono
un tantino ipocriti. Gli unici che, narrativamente e visivamente, osano davvero sono Carpenter e Miike (l'episodio di quest'ultimo, contentente
una lunga e quasi insostenibile scena di tortura, non è stato trasmesso in TV ed è finito dritto in DVD, come volevasi dimostrare), per il resto tutta questa libertà si riduce ad
una frequente esposizione di bei seni femminili (che ben vengano, per carità)...
Gli altri si sono tutti nascosti dietro due dita: abbastanza triste.