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sentiero azzurro
© foto: F. Tomasinelli
 

Cinque Terre: il Sentiero Verde Azzurro

 
Si parte da Monterosso. Un percorso che attraversa tutto il parco nazionale, passando di borgo in borgo. A picco sul mare e tra i vigneti
 
   

     
13 ottobre 2006
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di
Francesco
Tomasinelli
   
È il percorso più spettacolare e suggestivo delle Cinque Terre. Ma non per questo il più scontato, anche perché andare da Monterosso e Riomaggiore richiede più di una mezza giornata di cammino e un minimo di allenamento. La maggior parte dei visitatori, infatti, si accontenta di fare quattro passi sulla Via dell'Amore a Riomaggiore. Ma solo un percorso più lungo consente di apprezzare a fondo questo lembo di Liguria notissimo del quale, tuttavia, i più hanno una visione limitata ad un paio di borghi.
Tantissimi stranieri, più degli italiani, che un po' ci sono abituati, amano percorrere questi sentieri: tra pini e corbezzoli la nostra lingua è in minoranza. Ci sono americani, inglesi, francesi e tedeschi, tutti con scarpe da trekking e zainetto e uno sguardo pieno di soddisfazione. Certo questa Italia è quella che tutti si aspettano e privilegiano: piccoli borghi affacciati sul mare, un ritmo di vita per nulla frenetico, un paesaggio naturale, quasi sempre inondato dal sole e piacevolmente ritoccato dall'uomo con le fasce e i vigneti. Senza considerare la cucina molto quotata di queste terre.

La più completa di queste escursioni di ampio respiro è il Sentiero Verde Azzurro, recentemente ripristinato (prima era interrotto in un paio di punti per le frane), grazie al quale si passa da un borgo all'altro nella macchia mediterranea, ritrovandosi di volta in volta a picco sul mare con scenari sempre diversi. Non crediate però che sia una cosa da poco: la passeggiata può tranquillamente prendere un'intera giornata, anche se un camminatore svelto può concludere tutto in meno di cinque ore. Adesso per accedere al tragitto si paga un minimo pedaggio presso curiosi casottini presenti all'inizio del percorso in ogni borgo: sono solo 3 Euro per tutta la tratta, soldi che il parco utilizza per mantenere in efficienza la sentieristica.

Inutile dilungarsi sulle indicazioni per non perdersi (in ogni caso il segnavia è il numero 2, con barre bianche e rosse): il percorso è chiarissimo e sempre indicato. Anche le informazioni sui borghi sono dappertutto (www.cinqueterre.it). La scelta migliore è sbarazzarsi dell'auto quanto prima e raggiungere in treno Monterosso. Ancora adesso nelle belle giornate è possibile fare un tuffo nella spiaggia più a Est e poi incamminarsi verso Vernazza.
È questo il segmento più duro dell'escursione, da lasciare quindi per primo. Il viottolo sale serpeggiando tra le fasce fino a 200 metri ed oltre, per poi ridiscendere di nuovo fino al mare. Il tratto finale è particolarmente suggestivo, perché scende a Vernazza dall'altro, regalando improvvisi scorci sul paese. Superato il borgo si prosegue ancora in salita in direzione di Corniglia: altro tratto bellissimo tra gli uliveti, con improvvisi squarci sul mare. Una lunga scala riporta poi più in basso alla spiaggione di Corniglia, un grande lido sassoso in vista di Manarola.
Quest'ultima si raggiunge in quaranta minuti soltanto lungo un sentiero ampio e per nulla faticoso. L'ultimo tratto, fino a Riomaggiore, coinvolge la celebre Via dell'Amore. Si fa in meno di mezz'ora ed è regolarmente affollata nei fine settimana. Da qui, in un quarto d'ora di treno (ce n'è uno ogni 40 minuti circa) si ritorna al punto di partenza.
 
 
 
 
 
 
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