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Spettacoli
Chi more pe' mme dei Co'Sang
 

Co'Sang: Napoli è così

 
Il duo rap grida la rabbia della periferia partenopea. Un disco duro come la realtà di quei luoghi. Sabato 17 sono al Vanilla, dal vivo
 

 
   

     
14 ottobre 2006
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di
Daniele
Miggino
   
Due anni fa a Napoli scoppiava quella che tutta Italia ha conosciuto come la faida di Scampìa. Le morti violente superano ormai la cinquantina nella guerra che il clan Di Lauro sta facendo ai cosiddetti scissionisti.
Il duo rap Co'Sang viene da lì vicino, dal quartiere napoletano di Marianella. All'epoca Antonio Riccardi e Luca Imprudente - alias 'Ntò e O'Luchè - avevano già scritto Chi more pè mme, un disco che dipinge con grande realismo la situazione delle violente periferie partenopee. Nulla di soprendente, insomma, a Scampìa: per chi come loro vive lì, quella è la normalità.

Poesia cruda, titolo del loro primo singolo di successo, è anche il nome che hanno dato al proprio modo di fare rap: una sorta di manifesto.
Per i ragazzi che popolano la giungla metropolitana più dura, arrivare a vent'anni è una fortuna; la musica, forse, una salvezza. Io mi chiudo nella musica come fosse terapia/amore a prima vista io e questa poesia, dice Luchè in Poesia cruda.
Ma lo sguardo dei Co'Sang ("Con il sangue" in dialetto napoletano) è tutt'altro che un fuga dalla realtà, anzi, è l'opposto. 'Nto e O'Luchè si sentono parte di quel mondo, lo amano e lo odiano come si ama e si odia la propria vita, la propria casa, i propri genitori, i propri amici, i propri ricordi e le proprie sofferenze.

Come scrive Roberto Saviano su XL, in un bellissimo articolo-intervista, il loro modo di sfogare una rabbia congenita è la musica, il loro approccio è cercare di comprendere più che condannare. In questo senso i Co'Sang e Saviano - autore del romanzo-reportage sulla camorra dal titolo Gomorra - sono due voci simili dello stesso inferno. Entrambi sanno, per aver vissuto in prima persona l'ambiente, che il modello malavita-soldi-scalata del clan è sempre la soluzione più allettante per i giovani di lì, anche a costo di una morte precoce. È sbagliato, come si sente in Fuje Tanno (meglio niente insieme che ricchi soli), ma è così.

Nessuno sconto viene fatto alla verità che si respira nel regno della camorra. Le basi - dove giocano un ruolo fondamentale gli archi, il basso e l'organo di Carlo Avitabile - sono cupe. L'unico brano che si distingue è Undaground Faja, con il rapper giamaicano 2Bad.
La forza espressiva del gruppo diventa emblematica in In'O Rione, dove il motivo de Il meraviglioso mondo di Amélie fa da sottofondo alla descrizione più cruda del quartiere.
In Buonanotte pt1 e 2, la mazzata: si sentono i messaggi lasciati a una Radio dai parenti dei detenuti nel carcere di Poggioreale.

Più di un critico considera Chi more pe' mme tra le migliori produzioni italiane dell'ultimo anno. In ogno caso, è roba forte.
Uscito nel 2005 da Poesia cruda dischi di Antonio e Luca, è attualmente distribuito da Universal.

Per info
www.cosang.com
 
 
 
 
 
 
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