Il futuro della scienza: quest'anno si chiama evoluzione. Si tratta infatti del tema portante della seconda conferenza mondiale in corso a Venezia dal 20 al 23 settembre 2006. Evoluzione della materia, della vita, della mente. Il presidente e ideatore del convegno è Umberto Veronesi e la vice presidente Kathleen Kennedy Townsend, della Georgetown University - Washington, figlia di Robert Kennedy e Vice Governatore del Maryland fino al 2003.
Il pannello di scienziati, filosofi e opinionisti che partecipano e popolano i cortili della Fondazione Cini a San Giorgio è estremamente qualificato e stimolante. È stata una rivelazione sentire il ministro per la ricerca, Fabio Mussi, parlare in veste di laureato in filosofia. Ha iniziato il suo intervento col concetto di panta rei, lo scorrere delle cose, contrapposto alla stabilità aristotelica. James Hutton, il padre della moderna geologia, è stato, secondo Mussi, il primo, a fine settecento, a parlare di evoluzione, e dell'adattarsi degli organismi all'ambiente. Della scienza sono stati spesso nemici la politica e le superstizioni: Mussi ha ricordato di una supernova esplosa nel 1054 e che restò visibile in pieno giorno per parecchio tempo. Ma solo i cinesi e gli Anasazi ne registrarono la comparsa, forse perchè per il mondo occidentale era un fenomeno incomprensibile, contro le regole accettate e quindi non esistente.
«Se non si danno la mano politica e scienza, non c'è speranza». Che bella frase, caro ministro, al di là dei problemi di finanziamenti e di riorganizzazione di didattica e ricerca. «Bisogna mettere assieme intelligenza e risorse, coltivare tutti i campi della conoscenza». E poi un'altra dichiarazione mi è piaciuta molto «Non esiste la ricerca applicata, al massimo esiste l'applicazione della ricerca». Evviva! Lo ha detto un po' sottovoce, ma convinto. «La luce della scienza cerco, e il beneficio» cita Galileo. «Curioso paese» ha sottolineato Mussi, «ha dato i natali a personalità decisive nella scienza ma ha anche contribuito a oscurantismo e pensiero autoritario». Già, e non solo nel medioevo.
Poi, indicando l'immagine che simboleggia il convegno, di un bambino che guarda il mondo, contenuti in due sfere, (che a me ricordano quasi una cellula che si divide), Mussi conclude «Non è questo bambino che erediterà la terra da noi, piuttosto siamo noi che la stiamo prendendo in prestito da lui». Bene, evviva un ministro filosofo: la ricerca non vive di soli decreti, concorsi, e gli indispensabili e troppo risicati finanziamenti, ma anche di luce, di immaginazione, creatività. Da questi viene sempre un beneficio.
SUBITO DOPO IL BIG BANG: L'EVOLUZIONE DELLA MATERIA
Sono tutti e quattro d'accordo, gli scienziati che parlano di astrofisica. Non siamo ancora in grado di capire come è avvenuto il big bang e perché. Sappiamo però ormai quasi tutto di quel che è avvenuto dopo, nell'immediato e nei tempi lunghissimi della vita dell'universo.
Ormai è accertato che l'universo è in espansione, che i corpi celesti si allontantano sempre più velocemente, e che espandendosi si raffredda. Certo è un universo misterioso in cui la parte visibile, tra cui le stelle, costituisce una bassa percentuale, non superiore al 5%. Il resto non è visibile, ma è diventato se non altro misurabile. Esistono i buchi neri, la materia nera ma anche l'energia nera, con nera intendendo non visibile.
La deviazione della luce consente di misurare masse anche non altrimenti individuabili. La nostra galassia è una di tante, anzi un po' piccola, e con poca "materia nera", se ci si spinge lontano, verso il complesso della Vergine, si sperimentano fenomeni più interessanti, come la fusione di due galassie con liberazione di energia.
Tutto è spiegabile con l'analisi di microonde, raggi x, etc.
L'espansione dell'universo non è stata sempre regolare e costante, ci ricordano tre degli speaker; perché i conti tornino deve essere stata all'inizio esponenziale, particolarmente accelerata. Lisa Randall l'ha citata col nome di "inflazione cosmologica". La teoria dell'inflazione, secondo la quale, subito dopo il Big Bang, l'universo avrebbe attraversato una fase di espansione estremamente accelerata propone che due regioni di cielo estremamente lontane fra loro potrebbero essere state all'inizio in contatto ed avere avuto il tempo di entrare in equilibrio termico. Stranamente gli astrofisici sono tutti concordi sulla visione dell'universo: Lisa Randall, Paolo De Bernardis, Günther Hasinger, Margherita Hack e poi nel pomeriggio Giovanni Bignami, Lodewick Woltjer, Luigi Piro e Willy Benz. Non sembrano pieni di dubbi come i biologi, piuttosto di curiosità. C'è molto ancora da spiegare, ma comunque la fisica è più vicina a una scienza esatta di quanto lo sia la ricerca biomedica. Che forse esatta non diventerà mai (per fortuna?).
LAVORI IN CORSO: L'EVOLUZIONE DELLA VITA
Eravamo un brodo primitivo ed eccoci qui, che il brodo lo cuciniamo a cena. Eravamo virus, batteri, vermi, e ora andiamo nello spazio e oltre. Ma da dove veniamo? E chi lo sa, se ne sono dette di tutti i colori. Certo è che le differenze nel genoma non spiegano come mai siamo così diversi dalle scimmie a cui assomigliamo per il 98% o dai moscerini di cui abbiamo il doppio dei geni e basta e neppure giustifica il concetto fortunatamente superato di razza. Oggi ne parlano Edoardo Boncinelli, Denis Duboule, Ian Tattersall, Tecumseh Fitch, Luca Cavalli Sforza.
UN FLASH SULLA GIORNATA DI DOMANI: EVOLUZIONE DELLA MENTE
Genova alla conferenza è rappresentata nella figura del Preside di Scienze, Maurizio Martelli, che domani parlerà nella giornata dell'evoluzione della mente, su Prospettive della scienza informatica.