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Qualcosa si muove sul fronte dell'immigrazione, e per una volta non sono carrette sgangherate. Venerdì 15 settembre è stato approvato dalla Giunta Regionale Ligure il disegno di legge sull'immigrazione proposto dall'assessore Vesco: un provvedimento che dovrebbe dar corso a una serie di iniziative di integrazione, di formazione, sostegno economico e tutela sul lavoro. Il tutto alla vigilia di un importante convegno internazionale dal titolo Immigrazione, analisi e prospettive, nazionali ed europee, cui parteciperanno - lunedì 18 settembre a Palazzo Ducale - tutte le autorità liguri insieme a Gianfranco Frattini, Giuliano Amato e Paolo Ferrero. Una giornata densa di conferenze che raccoglie vari esperti tra studiosi, operatori del settore, rappresentanti sindacali.
Abbiamo raggiunto uno dei protagonisti del convegno di lunedì, Giuliano Carlini. Docente di Sociologia delle relazioni interculturali presso l'Università di Genova, modera l'incontro pomeridiano dal titolo Quale governance dell'immigrazione per l'Italia della qualità? (16.00-18.-00), con interventi di Kurosh Danesh (CGIL); Anna Maria Furlan (CISL); Guglielmo Loy (UIL); Don Giancarlo Perego (Caritas), Paolo Beni (Arci), Giuseppe Romano (Prefetto di Genova), Nicoletta Frediani (Prefetto di Savona).
«Il titolo nasconde un primo problema», dice Carlini, e prosegue, «Ci si sbaglia di grosso se si pensa di poter governare l'immigrazione, il fenomeno di per sé è ingovernabile ed ha una portata epocale. Si può invece agire sulle politiche legate all'immigrazione».
Anche questo non è un compito facile, i risultati si vedono solo nel medio e lungo periodo: «Attualmente esistono elementi confusi di normativa, nel passato si è fatto molto poco: basti pensare che esiste ancora una legge sull'emigrazione italiana, un fenomeno terminato per lo meno da quarant'anni».
Poche ore fa, però, è stato approvato un nuovo disegno di legge sull'immigrazione dalla Regione Liguria. Cosa ne pensa? «Per la prima volta la Liguria vuole adottare una legge sull'immigrazione, ed è una cosa positiva. Questo provvedimento non può non tenere conto delle tante contraddizioni che si trovano nelle legislazioni nazionali e internazionali, ma mette alcuni paletti precisi e fissa traguardi da raggiungere nel medio-lungo periodo in ambito sociale, sanitario, nello sviluppo dell'interculturalità e soprattutto nel lavoro, che come sappiamo oggi è soprattutto "nero". Ovviamente non si dovrà solo pensare a forme di tutela particolari, ma a una garanzia più complessiva, senza la quale è difficile fare passi avanti».
Quella di lunedì sarà una lunga giornata di approfondimento: «Il primo convegno pubblico su questo tema», dice l'assessore regionale Giovanni Vesco. «Chiederemo al Governo atti concreti - contina Vesco - visto che la nostra regione in passato è stata tra le più penalizzate».
Dopo i saluti di Pericu, Repetto e Burlando, l'apertura dei lavori da parte dei già citati rappresentanti del Governo, via alle conferenze.
La prima (dalle 11.30 - 13.00) dal titolo L'immigrazione nelle Regioni del Mediterraneo, raccoglie gli interventi di Giovanni Vesco, Chrstian Frémont (Prefetto della Regione Provenza) e Anna Terrón (Delegata del Governo della Catalunya). Segue Quale cooperazione nell'area del Mediterraneo? (14.30 - 15.45), con Massimiliano Costa (assessore alla Cooperazione della Regione Liguria), Senén Florensa Palau (direttore dell'Institut Europeu de la Mediterrania), Chiara Rossetti (Coordinatrice della rete European Regional and Loca Authorities on Asylum and Immigration - ERLAI), Andrea Torre (direttore Centro Studi Medì). Modera Bruno Nascimbene (Università di Milano).
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