Ciak, motore, azione: siamo nel bel mezzo di una guerra civile. Un soldato si ritrova, fucile in mano, a dover combattere in un territorio a lui conosciuto. E mentre si aggira tra
i vigneti dell'entroterra di Moneglia in cerca del nemico, ricorda quando lui, bambino, in quei posti viveva e giocava a nascondino con gli amici.
Questa la trama del nuovo cortometraggio di
Christian Nicoletta dal titolo
Facciamo che.... Le riprese sono iniziate oggi, sabato 9, e proseguiranno fino a giovedì 14 settembre.
Christian ha 31 anni e un passato da attore e regista teatrale. Da qualche anno si cimenta nella regia cinematografica: «una passione già viva ai tempi del liceo», spiega, «poi l'amore per il teatro ha prevalso. Ho collaborato con Roberto Tomaello del Teatro Ateneo ed ho diretto alcuni spettacoli itineranti a Moneglia, dove vivo, coinvolgendo attori non professionisti e giovani del posto».
Poi, l'anno scorso, la svolta: «grazie ad una borsa di studio
sono volato in California, dove per un anno ho studiato regia e produzione teatrale».
Un'esperienza importante, che ha permesso a Christian di conoscere il modo di fare cinema americano: «ho trovato
grande organizzazione e tanta determinazione. Chiunque lavori nella grande macchina cinematografica americana crede in ciò che fa». E in Italia? «C'è meno fiducia ma più creatività».
Christian ha imparato molto da Vasquez, regista messicano che gli ha insegnato cosa significhi fare un film indipendente. «In America ho girato due cortometraggi sperimentali:
Vincent e
The wrong arm».
Vincent è stato proiettato nel corso del
Genova Film Festival 2006 nella sezione
Obiettivo Liguria: «è stato bello vedere la reazione del pubblico. Lo scopo del film era quello di far riflettere, e credo di aver raggiunto l'obiettivo», aggiunge Christian con soddisfazione.
Ora, però, l'attenzione del giovane regista è tutta rivolta al nuovo corto, «che parlerà di guerra dal punto di vista
umano e non politico: non ci saranno riferimenti storici. La mia intenzione è quella di analizzare gli stati d'animo di un soldato che teme di dover combattere contro uno degli amici d'infanzia: la costrizione a sparare
annienta i sogni e la speranza nel futuro.
Il percorso del soldato tra i vigneti liguri sarà intervallato da
flashback nei quali il protagonista ricorderà la propria infanzia a Moneglia».
Ad interpretare il soldato sarà da
Paolo Germinale, recente protagonista del corto
Libero Arbitrio, di Francesco Guarnaccia. Tutte le riprese saranno in esterna e insieme a Germinale reciteranno tre piccoli attori non professionisti di Moneglia:
Nicolò, Ludovica e Veronica. «Volevo dei "bambini che si comportano da bambini", e non dei piccoli adulti».
Il film verrà realizzato anche grazie al supporto di
GenovaSet Film Commission, che ha fornito al regista preziosi contatti. «I soldi sono
sempre troppo pochi ma oggi, grazie al digitale, si può realizzare un buon prodotto spendendo davvero poco».
Solo un piccolo imprevisto: «non ho ancora trovato gli stivali giusti per il soldato. Paolo Germinale porta la 45 e non è facile trovarne, usati e vissuti, di quella taglia». Ma non sarà certo questo a bloccare l'inizio delle riprese.