Inceneritore sì, inceneritore no? Raccolta differenziata da potenziare? Discariche da chiudere? Rifiuti da riciclare? Qualcuno ci ha pensato e ne ha parlato in Rete. Ecco la notizia: è stato aperto nella nostra regione, a Savona, il primo .
Il è nato nel 2003 a Tucson (USA) con lo scopo di ridurre la quantità di rifiuti prodotti in città. Per contrastare le discariche abusive, osservando quante cose vengono buttate via quando molte persone ne hanno bisogno, è nata l'idea dei Freecycle: regalare ciò che non ci serve più.
Spesso ci si disfa di oggetti ancora funzionanti o che hanno bisogno solo di piccole riparazioni. Qui internet è provvidenziale: mette in contatto persone che possono scambiarsi oggetti e regalare cose che prima erano limitate ai vicini di casa e agli amici, con il passaparola.
Internet ha dimostrato di essere uno strumento utile, innestando circoli virtuosi per la cultura e la conoscenza, in molto ambiti. Ricordo il fenomeno del ; dello ; di ricerca .
La cultura di Freecycle si inserisce in quel filone etico che promuove iniziative come il . La parola freegan deriva da "libero" e da "vegan", ossia vegetariano: la gente che evita i prodotti animali o i prodotti esaminati sugli stessi.
In Italia il primo gruppo di Freecycle si è costituito a nel settembre 2004 e oggi vanta 195 iscritti.
In questo momento potrete trovare chi offre: mobiletti da cucina, pareti da doccia Ideal Standard, un frigorifero, un mobiletto porta fornello antivento da campeggio, un po' di mensole di tutte le misure e una gabbia per uccelli.
Altri posti dove si sono formati gruppi di Freecycle sono: Roma con 36 iscritti e Firenze 1 (sigh!). Il gruppo di Savona appena costituitosi, però, conta già 6 iscritti. Forza!
Con il Freecycle si ha l'opportunità di ridurre i rifiuti, gli sprechi, le discariche ed in più si promuove la cultura del dono, del regalare il superfluo a chi ha bisogno. Forse sono un sognatore, un illuso, ma se questa pratica si sviluppasse molte povertà potrebbero essere vinte. Già, se se si passasse dalla cultura dello scambio a quella del dono, sarebbe un passo che invertirebbe la rotta del nostro mondo: meno rifiuti e più attenzione nel consumare e nell'accogliere.