Milano. Una volta il GeMiTo (Genova-Milano-Torino) era il fulcro dell'Italia industriale. Oggi le stesse città si riuniscono per un evento culturale.
È stata presentata l'iniziativa Costruire le modernità: Franco Albini, Ignazio Gardella e Carlo Mollino, una tripla mostra incentrata su alcuni dei massimi architetti del Novecento italiano e internazionale, che si svolgerà alla Triennale di Milano, al Palazzo Ducale di Genova e all'Archivio di Stato di Torino. Nel 2007 gli allestimenti confluiranno a Roma, negli spazi espositivi del MAXXI.
L'evento vuole rappresentare un momento di riflessione sul secolo scorso, attraverso l'opera degli architetti/designer che hanno cambiato il volto delle nostre città e interpretato con il proprio lavoro quella spinta verso il futuro che si è concretizzata a partire dagli anni Trenta. Tutti e tre i protagonisti sono nati, caso illuminante, nel 1905. Gli allestimenti - che raccolgono disegni, modelli, fotografie, video, plastici - sono curati da architetti contemporanei: Renzo Piano (per Albini), Rafael Moneo e Franz Prati (Gardella) e Alessandro Colombo (Mollino): un omaggio tra due generazioni di colleghi.
Ignazio Gardella a Palazzo Ducale
Genova, 24 novembre 2006 - 30 gennaio 2007
Iniziamo dalla mostra genovese. Nel dicembre dello scorso anno Palazzo Rosso aveva dedicato una mostra al designer Ignazio Gardella in occasione del centenario della sua nascita. Costruire le modernità si concentra invece sulle sue opere di architettura, partendo dal Dispensario Antitubercolare di Alessandria (Casa Borsalino, 1948-52). A Genova la sua mano si posa sulla Casa di Colombo (1955) e sulla Facoltà di Architettura (1975-1989), a Milano su un progetto di Torre in piazza del Duomo (1934), la Casa al Parco (1947-48) e gli uffici dell'Alfa Romeo (1968-72), a Venezia sulla Casa delle Zattere (1953-62), infine a Vicenza sul Teatro Civico (1969-80). Cinque città per cinque stanze del Ducale, anticipate da una galleria familiare che sottolinea l'importanza della genealogia nell'opera di Gardella, che pur chiamandosi Mario prese presto il nome del bisnonno Ignazio, anch'egli architetto e allievo di Carlo Barabino.
Franco Albini alla Triennale
Milano, 28 settembre 2006 - 26 dicembre 2006
Architetto della nuova città e dello spazio sociale, Albini è uno dei massimi esponenti del razionalismo italiano e internazionale.
Anche questa esposizione è divisa in sezioni tematiche, a cominciare dagli studi sulle ambientazioni di Albini, passando poi per gli allestimenti fieristici - padiglioni INA della Fiera di Milano, Fiera del Levante di Bari, la stessa Triennale (1936 e 1940) - arrivando a quelli museali, in cui Genova ha ancora un ruolo centrale. Sono infatti di Albini gli interni attuali di Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e Museo del Tesoro, nonché Sant'Agostino.
Le ultime due sezioni della mostra puntano sui progetti per spazi pubblici come la Rinascente di Roma, gli uffici Saipem di San Donato milanese, e sugli oggetti di design con i pezzi originali esposti.
Carlo Mollino all'Archivio di Stato
Torino, 13 ottobre 2006 - 7 gennaio 2007
Difficile da inquadrare in qualunque categoria, Carlo Mollino è stato uno degli architetti - oltre che designer e fotografo - più proiettati verso la modernità. In questa mostra saranno visibili quarant'anni (1933-1973) della sua attività nel campo della progettazione: dalla Sede della Federazione agricoltori di Cuneo all'inaugurazione del Teatro Regio di Torino.
Ma Mollino ha lasciato un segno evidente - a volte incompreso - in molte località montane: le sue architetture a Cervinia, Sauze d'Oulx, Val di Susa, Valtournanche portano la comtemporaneità in luoghi solitamente legati ad un'iconografia tradizionale.
Costruire le modernità è stata realizzata grazie alla collaborazione tra , , , , .