Genova, e in particolare l'area di Sampierdarena, è stata in passato un polo industriale all'avanguardia. Una realtà che ha accumulato un vasto bagaglio di esperienze in ambito imprenditoriale ed economico. Oggi gran parte della città ha cambiato indirizzo per abbracciare la sua nuova vocazione turistico-culturale. E' proprio di ieri la notizia di un ulteriore riconoscimento: Strada Nuova e i Palazzi dei Rolli sono diventati Patrimonio dell'Unesco, un po' come i Sassi di Matera e il centro di Urbino. Tutti questi cambiamenti in seno al capoluogo ligure sono avvenuti in pochi anni, un tempo sufficientemente rapido da rischiare di disperdere il patrimonio culturale legato alle attività del mondo del lavoro della vecchia Genova. La
Fondazione Ansaldo, da tempo attiva nello studio e nella conservazione del materiale sull'industria ligure, ha fatto un ulteriore passo avanti. Con il contributo della Fondazione San Paolo è stato infatti inaugurato, venerdì 14 luglio 2006, un
archivio audiovisivo delle fonti orali dell'imprenditoria e del lavoro liguri, denominato
La Liguria del saper fare si racconta ®.
«E' stato un impegno notevole che ha coinvolto molti attori e risorse - ha chiarito il Professore Maria Carbone, Presidente della Fondazione Ansaldo - che manterrà le memorie della città, rendendole disponibili per tutti gli interessati». Il nuovo archivio, costituito da video e interviste ma anche fotografie e documenti cartacei, si rivolge in primo luogo a studiosi, giornalisti o a chi fa ricerche in campo industriale, economico e sociologico, ma sarà anche uno strumento a disposizione di qualunque cittadino. «In questo grande archivio, sempre in crescita, è custodita una parte importante del patrimonio di una città - continua Lorenzo Caselli, della Fondazione San Paolo - che è passata dall'industria
pesante a quella
pensante. La grande quantità di informazioni raccolte dalla Fondazione andranno a costituire uno strumento per leggere criticamente il presente conoscendo il passato».
Ma come funziona esattamente? «Per ora abbiamo un archivio online con alcuni percorsi tematici (disponibili
qui) - spiega Salvatore Vento, del Comitato di indirizzo e controllo scientifico del progetto. Nel corso dei prossimi mesi intendiamo mettere online sempre più documenti e renderne immediata la condivisione, anche se il processo di conversione è decisamente lungo. Ma tutto il materiale sarà sempre consultabile nella
sede della Fondazione Ansaldo di Corso Perrone 118».