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Un po' di luce nel buio

 
A volte č difficile resistere alla marea montante di merda. E per quanto scafato, il nostro Lagazzi arriva a tappo. Resisterą o mollerą?
 
   

     
24 giugno 2006
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light
Leggi le altre puntate di Zona Marginale. Marco Lgazzi su mentelocale.it

Minchia. Che una bella gnocca parli bene di te è sempre piacevole, se poi questa è un genio patentato come la Albini è meglio, e se cita perfino queste immonde paginette come una parte del lavoro di mentelocale per desbelinare la città, è uno sballo.
Grazie, Adriana! E sicuramente, da sempre, grazie mentelocale!!!

A questo punto uno dice: si va bé, tutti carini che vi fate pat pat a vicenda sulla spalla che sembrate quelli che hanno appena vinto il torneo di bocce del caseggiato, ma allora perché da un mese non esce più la Zona Marginale? L'autore si prostra e si scusa un casino, ma da un po' è di nuovo a tappo e non ce la fa a sghignazzare su fallofori scemi da aperitivo, onanisti compulsivi e smandrappate con la Platinum.

A tappo ci arrivi per tanti fattori.
Ad esempio, uno che di mestiere fa lo psichiatra forense, e va a visitare i detenuti in carcere, vede che con il sovraffollamento carcerario la capacità di tenuta di un intero sistema si sta reggendo solamente sulla dignità, la capacità di soffrire e la solidarietà di quelli che dovrebbero essere i peggiori della società, cioè gli stessi detenuti, e sulla umanità e professionalità della Polizia Penitenziaria, cioè di quelli che, per tanti, sarebbero solamente i peggiori degli sbirri.
Poi esci e vedi che il dolore quotidiano di tutte queste persone viene mercanteggiato nei balletti tra prime donne dei politici e nei disgustosi stereotipi della cosiddetta gente per bene, e ti viene tanta di quella voglia di vomitare che al confronto "L'Esorcista" è solo un bignamino della vomitata.

Oppure ti incazzi come una biscia perché verso sera vedi sempre più persone vestite dignitosamente che, con aria concentrata ed assolutamente estraniandosi da qualsiasi cosa abbiano intorno, perché solo così riescono a fare ciò che devono, cercano nei contenitori della spazzatura qualcosa, qualsiasi cosa, possa per loro essere utile, in un qualsiasi modo.
Poi ti disgusti per una res publica trasformata in res pubica, nella quale le intercettazioni e l'azione giudiziaria divengono bombe non intelligenti, da lanciare indipendentemente dai loro danni collaterali, se non addirittura soprattutto per ottenere gli stessi, con un'informazione degna dei peggiori tabloids per decerebrati anglosassoni.

Così alla fine ti senti vecchio, perché non era questo il mondo che, trent'anni fa, sognavamo e perché, a differenza di una volta, qualsiasi critica, qualsiasi mobilitazione viene immediatamente assorbita dal Blob, diventando paradossalmente fisiologica al sistema perché viene utilizzata solamente per demolire qualcuno a favore di qualcun altro.
Non ci sono più pane e rose, o meglio non ci sono mai stati, e chi lo merita non viene seppellito da nessuna risata, mentre tanti, anche del tutto innocenti se non vittime, sono seppelliti da vagonate di cacca sotto pressione. Non è bello vivere in un posto nel quale si sente al mattino l'odore della merda lanciata dagli elicotteri, e quando risenti La Locomotiva ti guardi intorno come se fossi una mummia egizia che si sveglia oggi, in un mondo per lei alieno.

Adriana Albini e Laura Guglielmi, sono persone con il rarissimo dono di vedere ciò che è bello anche nel buio più completo. Chi imbratta queste pagine telematiche non ha lo stesso dono, ed è pertanto a tappo. Magari alla fine lo scazzo gli passa. Chissà. Ma non è detto.
 
 
 
 
 
 
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