Genova. Mentre si accedono i toni intorno alla campagna per il voto sul Referendum dedicato alla Costituzione del 24 e 25 giugno...
Mentre Oscar Luigi Scalfaro riceve a Roma il
Premio Strega Speciale, in quanto uno dei Padri Costituenti...
Mentre l'Italia che lavora entra in apnea per la terza prova della nostra nazionale ai mondiali di calcio: Italia - Repubblica Ceca, e tutto (o quasi) il mondo del lavoro si ferma compatto... la nostra Costituzione, all'articolo uno, recita: «L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro», la CGIL compie 100 anni, la mostra
Tempo Moderno a Palazzo Ducale (Genova) racconta i mestieri attraverso i diversi linguaggi dell'arte, l'area
delle ex-accierie ILVA entra nel vivo della sua trasformazione e il Teatro dell'Archivolto presenta
Cipputi. Cronache dal bel paese, in prima nazionale il 28 giugno alla ventottesima edizione del Festival AstiTeatro (21 giugno - 5 luglio) e, a Genova, il 3 e 4 luglio nell'inusuale quanto temporaneo palcoscenico di
Cornigliano.
Dall'evento macroscopico che ci costringe a rileggere e apprezzare le singole voci della nostra Costituzione, a quello altrettanto ampio e denso che negli ultimi anni vede Genova trasformarsi e abbandonare il suo ruolo di capitale industriale, il lavoro resta al centro di un articolato dibattito che passa per il quotidiano delle esperienze vissute in prima persona o collettivamente, ma anche quello delle vignette sulla carta stampata che spuntano frecce avvelenate intorno ai contratti, al precariato, alle nuove professioni, a chi il lavoro ce l'ha, lo cerca o l'ha perso.
Cipputi, in compagnia dei suoi colleghi in tuta blu
Bundazzi, Zighelli, Cavazzuti, a colori o in bianco e nero, abituato com'è al commento pungente e tragico, ma ineffabile, viene
trasferito da Giorgio Gallione e Altan stesso (sodalizio partito nel '98 intorno alla
Pimpa e consolidato nel 2000 con
Cuori Pazzi e nel 2005 con
Il circo di Pimpa)
sulla scena, proprio in questa sua veste di testimone e generatore di sentenze dal sapore amaro. Mentre la
storia del mondo operaio e della vita in fabbrica, dagli anni '50 ad oggi, scorre sulla scena per voci singole e testimonianze dirette (interpreti: Eugenio Allegri, Simona Guarino, Orietta Notari, Aldo Ottobrino, Giorgio Scaramuzzino, Federico Vanni), colte tra gli eventi del recente passato fino alla Melfi del 2002, la narrazione passa attraverso i registri del teatro documento, dell'orazione civile, di un teatro epico che intende anche essere un po' pedagogico, senza scordare la leggerezza che può portare la musica (Paolo Silvestri), le canzoni
figlie di un repertorio storico e la battuta pronta, in quel
pastiche-confezione che di Gallione è ormai personalissimo stile.
Puntando l'occhio sulla FIAT anni '50, sull'orgoglio della tuta blu e il riscatto che con essa si poteva ottenere, si guarda poi ai giorni nostri, al tempo dei compromessi aspri che lasciano i lavoratori sempre più isolati, meno fieri dell'
abito-ruolo che indossano, affatto riscattati da un lavoro che in alcune occasioni sottostà a leggi di mercato globali che chiedono forza lavoro a prezzi stracciati. «Restano le variazioni di stile - conferma Gallione - ma
questo spettacolo è forse un po' meno teatrale e un po' più figlio del teatro inchiesta. Il filosofo della vignetta Altan, ci vaccina con questi suoi personaggi anacronistici dalle tragedie che sono dietro l'angolo, ma i suoi caratteri, qui interpretati come controcanto satirico per una moderna commedia dell'arte, non sono che una componente dello spettacolo». Il lavoro teatrale nasce intorno alla fabbrica ma non dentro la fabbrica. «Oggi a differenza degli anni '70, quando il teatro andava un po' in ogni luogo, le commissioni di vigilanza ci impediscono molto di quell'ardire. O resti in un capannone industriale, mesi e mesi e lo pieghi alle esigenze del teatro come fa Ronconi, oppure come nel nostro caso, arrivi alle ex-acciaierie di Cornigliano, in fase di bonifica e quindi progressivamente spersonalizzati, e sfrutti quegli spazi esclusivamente per il loro valore simbolico. Il nostro
Cipputi è costruito sulla memoria e su personaggi già reduci, mentre i luoghi riecheggiano in suoni e parole».
3-4 luglio (Ore 21.30) - Genova, Ex Acciaierie Cornigliano, via Muratori
Cipputi. Cronache dal bel paese
di Francesco Tullio Altan e Giorgio Gallione
con Eugenio Allegri, Simona Guarino, Orietta Notari, Aldo Ottobrino, Giorgio Scaramuzzino, Federico Vanni
regia Giorgio Gallione, collaborazione drammaturgica Giulio Costa
scene e costumi Guido Fiorato
musiche Paolo Silvestri
luci Aldo Mantovani