Le riviste letterarie sono una palestra importante per i giovani narratori e dovrebbero essere incentivate con contributi pubblici che ne permettano l'esistenza. Per una rivista di cultura non è facile sopravvivere in un mercato editoriale alimentato da libri sul Codice Da Vinci, barzellette di Totti, memorie di Sconsolata e racconti della Littizzetto.
Gabriele Dadati e
Stefano Fugazza ci provano lo stesso e danno vita a una rivista interessante che ha tutte le caratteristiche di un libro e una veste grafica accattivante.
Ore piccole (Anno 1 - Numero 1 - Aprile 2006. Pag 127 - Eu 6) è un contenitore di scrittura e arte, non troppo facile ma neppure troppo seriosa, una cosa da leggere nelle ore piccole, quando in casa c'è un po' di silenzio e resta il tempo per meditare. Dadati e Fugazza spiegano nell'editoriale che secondo loro esiste un pubblico che cerca prodotti come questi, raffinati ed eleganti, intellettuali e profondi.
Lo spero anch'io ma non ne sono molto convinto, perché vengo dall'esperienza de
Il Foglio Letterario, rivista delle Edizioni Il Foglio perennemente in rosso. In ogni caso
Ore piccole è una bella idea letteraria e merita attenzione, non fosse altro per una gustosa anticipazione dell'ultimo libro di
Pablo Echaurren e una sua preziosa intervista. Non vi perdete neppure una perla di racconto come
Mi ricordo... di Giulio Mozzi, dove lo scrittore padovano
analizza con leggerezza la figura di Italo Calvino e ironizza con grande capacità espressiva sul suo odio - amore per il grande narratore italiano.
Gianluca Morozzi e
Gariele Dadati scrivono anche
Festa mesta, un lungo racconto a quattro mani (mi sono sempre chiesto come si faccia a scrivere un racconto in due) e dimostrano tutta la loro bravura. Morozzi non lo scopriamo certo noi, visto che è uno dei narratori italiano più convincenti degli ultimi anni, mentre Dadati rappresenta una bella novità per il grande pubblico che potrà leggere il suo ultimo libro edito da Pequod (
Sorvegliato dai fantasmi).
La rivista si occupa anche di
poesia e si fregia di ospitare i lavori di un artista interessante come
Alessandro Papetti, che ho apprezzato per un olio su tela intitolato L'Avana, dedicato a una vecchia Chevrolet cubana. Interessanti anche i contributi degli altri collaboratori:
Piergiorgio Bellocchio,
Davide Brullo,
Giovanni Choukhadarian,
Marzio Dall'Acqua,
Federico Francucci,
Laura Pugno e
Giorgio Segato.
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Gordiano Lupi