Genova. Si parla tanto di centro storico in questa città, molte volte a sproposito. Noi siamo andati a trovare chi, al contrario, in questa zona crede e vive. Da qualche mese, infatti, ha aperto una
house gallery in via Prè 63/2 (010 9286677): si chiama
Contemporart, si trova al primo piano di un palazzo antico, proprio dietro la Commenda. Mostre, concerti, una scuola di canto, una di piano e una di sax: tutto in una casa privata, quella in cui da quattro anni abitano
Gustavo Giacosa e
Fausto Ferraiuolo. Incontriamo anche
Anna Sini, maestra di canto e presidente dell'
Associazione Culturale Contemporart. Il nostro Virgilio è l'amico
Fabio Marabotto, che ci ha dato la dritta e che da tempo si sbatte per ridare dignità all'area di Prè. Le novità da parte sua non sono finite qui, ma abbiate un po' di pazienza.
Il prossimo evento avrà luogo
sabato 10 giugno 2006, dalle 20.00, con il concerto del gruppo
Strani Itineranti; suonano jazz moderno: «tendente al free jazz», dice Fausto.
Gustavo è di origine argentina, di genitori piemontesi: è arrivato in Europa a vent'anni. Oggi è un po' di fretta perché deve andare a Milano, recita al Teatro Piccolo. Fausto è pianista e compositore, viene da Napoli. Che ci fanno a Genova? Entrambi hanno lavorato molto per
Pippo Delbono, e quando lui è venuto a lavorare nel capoluogo ligure l'hanno seguito.
Chi li conosce dice che casa loro è sempre piena di artisti e di persone curiose di capire che succede: insomma, si respira un'aria insolita, stimolante. «La nostra idea è di far vivere la casa in un modo diverso», dice Gustavo, «noi viviamo nella
dimensione della mobilità, volevamo che questo luogo fosse leggero, lo immaginiamo più come un contenuto interiore».
Mentre sono lì, alle pareti del grande salone sono esposte le opere di
Cristiano Baricelli, un giovane artista genovese che disegna con la penna Bic. Un tratto forte, drammatico, misto a collage di giornali. È stato creato anche un video, con le musiche di Fausto. «Cristiano è autodidatta, ma la sua mano è molto più avanti di quella di uno studente dell'accademia. Ci sentiamo in dovere di proteggere gli artisti che sentono
la necessità dell'arte, che creano i propri lavori perché non potrebbero fare altrimenti», continua Gustavo.
La fotografa
Ilaria Distante ha esposto qui
Alberi, personale (anche qui con video) che ha successivamente portato a Parigi e Napoli. «Ci piace l'idea di fare da ponte verso altre mete», ancora Gustavo.
Il posto in cui si trova Contemporart non è casuale: «
via Prè è ancora una zona vergine, ricca di stimoli. Non mancano i problemi, ma ci sono sempre più turisti che stanno negli alberghi intorno e passano da qui. Purtroppo la sua nomea di posto pericoloso stenta a cadere, soprattutto nella testa dei genovesi», dice Fabio. I padroni di casa come si trovano? «A casa, come nei vicoli di Napoli», dice Fausto. E Gustavo: «Idem, sono a casa».
Per la prossima stagione vogliono allestire una
programmazione più strutturata, lavorando su un filone tematico: «che potrebbe essere il rapporto maestro-discepolo nelle diverse arti», dice Gustavo.
Un altro elemento a cui tengono è la trasversalità: una sera c'è musica, in un'altra magari una
performance, e poi
reading poetici, mostre: «questa è la contemporaneità», dicono.
Il 10 giugno, se siete curiosi di andarli a trovare, c'è free jazz.