La Spezia. L'ispirazione arriva quando uno meno se lo aspetta, magari passeggiando in città o prendendo l'aperitivo con gli amici, oppure leggendo un libro. Ed è proprio grazie ad una buona lettura che l'idea è arrivata a
Davide Marcesini, spezzino doc, che ha organizzato il caravan di
La Spezia in Scala 1:91.027, un titolo molto accattivante che nasconde una bella iniziativa. «Tutto è iniziato leggendo
Un paese di Zavattini che raccontava il progetto di immortalare i visi di milioni di persone», mi racconta Davide, «così ho raccolto anch'io la sfida e ho deciso di fare lo stesso a La Spezia».
Ha organizzato una
sala di posa dove le persone volontariamente si fanno fotografare, non ci sono requisiti particolari per essere immortalati perché «ogni persona è unica e noi vogliamo ritrarre tutti», mi dice Davide. Ed è il titolo che già ci suggerisce le loro intenzioni infatti 91.027 è il numero degli abitanti di Spezia dopo l'ultimo censimento «è l'espressione matematica 1 a 91.027, una sorta di confronto e sfida», mi viene spiegato.
Lo
staff è composto, oltre dall'ideatore, da
Alessia Carozzo - grande appassionata del mondo del circo, che ha curato il restauro del caravan gitano degli anni Cinquanta che si sposta di piazza in piazza per raccogliere le espressioni e le voci delle persone -
Chiara Tenca, che si occupa della promozione e della divulgazione di
La Spezia in Scala 1:91.027 -
Massimo Zarucco fotografo milanese - mentre
Emanuele Bozzo, videomaker indipendente, da sempre è interessato al rapporto fra cittadino e istituzioni. Cinque persone per un progetto che dalla sua nascita - agosto 2005 - ad oggi ha già raccolto 2500 immagini, attirando l'attenzione ed entusiasmando moltissime persone ed istituzioni, come per esempio il Comune di La Spezia, che permette al caravan di sistemarsi nelle diverse piazze della città.
Proprio in questo periodo stanno tornando in azione per concludere il loro lavoro: «all'inizio la sfida era di fare tante foto di persone diverse in un periodo limitato, ma poi abbiamo protratto il tutto per molti mesi», continua Davide, «adesso è giunto il momento di tirare le fila del discorso, con il Palio del Golfo di agosto 2006 - esattamente ad un anno da quando abbiamo iniziato - chiuderemo baracca e burattini». Ma le speranze per il futuro sono ancora molte, «abbiamo in progetto di
fare un libro ed una mostra», mi spiega l'ideatore, «e vorremmo poter organizzare un tour di dieci date in tutta Italia, partendo da Genova. Bisogna solo trovare
sponsor affidabili ed interessati al progetto».
Davide e gli altri hanno anche realizzato un bel sito,
www.laspeziainscala.it, dove potrete leggere la loro storia, tutti i particolari del progetto e vedere la
galleria fotografica che raccoglie tutti gli scatti, suddivisi per periodi e luoghi.
Noi non possiamo fare altro che tifare per loro e rubare una giornata di lavoro per farci immortalare sul carvan gitano a La Spezia, voi che fate?