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È già una settimana che il popolo francese è in tensione. In sciopero non sono solo gli studenti, contro il Cpe del nostro "non eletto" Primo Ministro c'è gran parte della popolazione. Una solidarietà che fa piacere da vedere. Perché se ognuno sciopera, si ribella, o dice di no solo quando è coinvolto, allora il peso non c'è, e le cose vanno avanti ciecamente. Oltre la cultura del "scendere in piazza", c'è un rifiuto, un dire di no. E le ragioni ci sono.
Cos'è 'sto Cpe?
Il
Cpe (
Contrat Première Embauche, ovvero Contratto Prima Assunzione), prevede un periodo di
prova di due anni per ogni nuova assunzione. Questa nuova ricetta è stata genialmente inventata dal nostro primo ministro,
Dominique De Villepin, per i giovani di meno di 26 anni, qualificati o meno. Come ogni contratto non definitivo, il Cpe permette al datore di lavoro di beneficiare di condizioni vantaggiose per ciò che riguarda la tassazione del lavoro.
Viene semplicemente esonerato dal pagar le tasse relative all'impiego. Tra l'altro, siccome è un periodo di prova, vuol dire che
può licenziare il giovane in qualsiasi momento, senza motivo esplicito. Tanto il motivo non gli verrà chiesto. A parte forse dal giovane che è appena stato cacciato via, al quale l'imprenditore potrà facilmente rispondere che: "non conviene".
Instaurare la precarietà
Nei fatti un giovane di meno di 26 anni che trova un lavoro (cosa già non così ovvia ai nostri tempi), può essere messo alla porta senza ragione dopo un anno e undici mesi. Sembra esagerato, però spesso funziona così. L'imprenditore assume un altro giovane per quasi due anni, che poi metterà alla porta senza motivo...e così via.
Licenziare qualcuno senza motivo è vietato dal nostro codice del lavoro dal 1973. Già abbiamo intravisto delle derive qualche anno fa con il licenziamento economico, usato un po' ciecamente, che permette a un impresa di licenziare anche quando ha buoni risultati.
Rimane ancora molto usato. Tanto non c'è organismo di controllo, e quindi...
Il
Cne (
Contrat Nouvelle Embauche; contratto nuova assunzione), fratello minore del Cpe, è gia stato instaurato nelle piccole imprese dall'agosto 2004. Ne risultano dei
licenziamenti selvaggi nelle imprese più grosse, quotate in borsa, con benefici scandalosi. Non è che scendiamo in piazza solo per spirito di contestazione.
Solidarietà e manifestazione vs. negazionismo e repressione
Se fossero stati solo i giovani con meno di 26 anni a scendere in piazza, non se ne sarebbe neanche parlato. La cosa bella che è accaduta in questi giorni è proprio
la solidarietà che ha riunito gli studenti, i giovani precari, i professori, i sindacati e anche persone in età più matura. Uno sciopero organizzato, che De Villepin non ha potuto ignorare.
Il primo ministro, che ha sostituito il dimissionario Raffarin, non è mai stato eletto dal popolo; è famoso forse nella borghesia parigina (avete notato il "De" davanti al cognome?) ma sconosciuto in politica.
E furono tanti nelle strade, e furono pochi ad essere ricevuti nel suo ufficio. Ai quali ha comunque detto che non voleva rivedere il loro progetto. E la polizia Sarkozy ci mandò.
Perché se De Villepin è un fedele del "Chiraquismo",
Sarkozy rappresenta la nuova generazione della politica populista francese. E pur essendo dello stesso partito, si fanno già una guerra aperta per le prossime elezioni.
Infatti sono ormai più di sei mesi che la guerra politico-mediatica tra Sarkozy e De Villepin occupa spazio in televisione, nella stampa e nelle case. Però quando si tratta di andare contro la volontà del popolo e di mandare la polizia ai manifestanti pacifici, s'intendono.
In Francia, ogni volta che scoppia una manifestazione (l'ultima di questa importanza è del '95 contro il piano Juppé di riforma delle pensioni), ci sono i
casseurs che ne approfitano per spaccare e far bordello.
Quelli fanno il gioco della polizia e dei politici che poi se ne servono per discreditare i manifestanti. E come ogni volta, la polizia c'era.
E invece di fare in modo che la manifestazione si svolgesse bene, hanno picchiato.
Pensate che abbiamo un governo che non è stato eletto dal popolo (perché abbiamo votato contro Le Pen, mica per Chirac) e che non ci ascolta
neppure quando è in gioco il futuro di una generazione intera.
Cyril Berard