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Inguaribile comunicatore, ex direttore del Tg1 nonché attuale inviato speciale del Corriere della Sera: questo è Gad Lerner
"Politica e televisione: chi è il grande fratello?"
Il titolo della conferenza promette bene e così decido di andare a sentire di cosa si tratta.
Il Teatro Carignano è quasi al completo, per lo più signori over cinquanta: sguardi attenti e severi, misti a palpebre socchiuse.
Lerner prende la parola incominciando con il ricordare le dimissioni RAI dello scorso Settembre:
"Mi ero riproposto di non tornarci più sopra, per non farla diventare un'ossesione, una nevrosi, ma
è più forte di me e anche questa sera incomincio dall'INCIDENTE PEDOFILI. E lo faccio per introdurre il discorso sulle forti commistioni tra politica e mezzi di comunicazione di massa: un intreccio indissolubile, che rende l'Italia un caso unico tra i paesi democratici."
Già, sembra che in Italia cinema, varietà, pubblicità ed editoria e politica siano tutt'uno e che abbiano intrecciato i propri linguaggi, dando vita ad una lingua ibrida e dalle plurime possibilità interpretative. Lerner prende ad esempio il CASO BERLUSCONI e i suoi slogan ambivalenti: Un Presidente operaio per cambiare l'Italia può sembrare a prima vista un AUTOGOAL, mentre in realtà, sono molti gli italiani che si identificano nell'essere operaio di Berlusconi. Sono i piccoli imprenditori e i commercianti FAI DA TE, che si svegliano alle cinque del mattino per aprire la fabbrichetta e che pensano che operaio sia semplicemnete sinonimo di COLUI CHE FATICA.
La comunicazione politica è ormai equiparata a quella commerciale: il fine è VENDERE UN PRODOTTO.
Poi passa a Pippo BAUDO considerandolo incarnazione del rapporto tv e politica : " Baudo porta con sé, nel suo fare spettacolo, la propria democristianità, tant'è vero che il nuovo partito Democrazia Europea, di Andreotti e D'Antoni è nato nel suo salotto: cioè nel ristorante sotto casa sua. Come vedete è un groviglio indistricabile.
E poi Lerner discute sulla presenza obbligatoria nei Tg del "pastone politico" cioè dei 10 secondi dovuti ad ogni partito, che a nulla servono se non ad invitare all'ESTENSIONISMO e al qualunquismo. Infatti chi parla, ogni sera, in quei pochi secondi non riesce a dire nient'altro che banalità.
Ma ecco introdursi nel dibattito anche problemi di ordine finanziario con cui la RAI deve assolutamente fare i conti. Dopo il sorpasso di Mediaset, grazie al GRANDE FRATELLO, l'azienda televisiva pubblica deve porsi delle domande e darsi delle risposte senza le quali rischia di inabissarsi:
Quale posizione assumere di fronte alla New Economy?
Come finanziarsi?
Come incentivare l'entrata di giovani forze lavorative ?
Ed è Carlo Rognoni, vice presidente del Senato, a prendere la parola per chiarirci le idee su quello che diventerà nostra SORELLA Rai: "L'azienda deve prima di tutto ingrandirsi, deve prendere accordi con altre società e poi deve attivarsi, per effettuare il passaggio dall'ANALOGICO al DIGITALE. In riferimento al quale si sta per discutere in Parlamento il PIANO DIGITALE, che prevede la distribuzione delle concessioni entro il 2002".
Alla fine il pubblico spinge Lerner per un'entrata in politica e lui risponde:
"In questo momento tutti i POSTI sono occupati ma chissà con la vittoria di Berlusconi le carte si rimescoleranno e allora, forse...".
Applausi e "mugugni" per finire.
Le Lezioni di politica vissuta di cui questo intervento fa parte, sono organizzate da CLIP, in collaborazione con il circolo culturale Primo Levi
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