Far ridere è la cosa più difficile al mondo. Quando siete davanti ad un comico non avete la sensazione che sia un genio? Dico io, ma come fa un persona ad inventarsi così tante battute?
Beh, la curiosità ha avuto la meglio, così domandando in giro ho scoperto che Genova ospita da qualche anno lo
Zelig Lab, laboratorio dell'omonimo programma televisivo. Due anni fa si svolgeva al Teatro Hop Altrove, quest'anno è ospitato dal
Teatro Cargo di piazza Odicini, a Voltri. Il funzionamento è semplice: si passa un provino, giusto per selezionare un po' gli aspiranti comici, e poi si viene scaraventati sul palco, in compagnia di un comico famoso.
Per sapere cosa succede dietro le quinte abbiamo intervistato
Marco Fojanini, autore anche della versione televisiva. L'ho sommerso di domande.
Com'è nato Zelig Lab?
«Il laboratorio vero e proprio è nato nel 1986 con lo scopo di esportare il concetto di "tecnologia comunicativa" di Zelig al di fuori dei limiti milanesi».
Cosa cercate nelle nuove leve?
«Freschezza e novità».
I ragazzi e le ragazze che si presentano ai provini, hanno un personaggio di riferimento?
«Direi di no, ma in ogni città si sente l'influenza del comico di spicco locale. Qui tutti portano un po' di Beppe Grillo, ma se vai a Firenze senti Benigni».
È vero che tra i genovesi si trovano dei talenti cabarettistici?
«Si, molti sono semi-professionisti o veri e propri esperti. Alcuni fanno parte di gruppi come i Cavalli Marci o vengono dal
Comedy Club».
Che lavoro fate con i ragazzi?
«Lavoriamo sui tempi, cerchiamo di rispettare quelli televisivi che richiedono frasi brevi: cerchiamo di creare una comicità immediata. A livello autoriale ci limitiamo ad aggiustare i loro testi per rispettare la tempistica».
Nel gruppo che si esibisce stasera [9 marzo, ndr] c'è solo una ragazza, come mai?
«Trovare ragazze che vogliano fare le comiche è difficile. Propongono personaggi forti e che catturano il pubblico, ma sono troppo poche».
Finita l'esperienza teatrale i ragazzi avranno modo di andare in televisione?
«Si, potranno accedere a
Zelig Off, che vedrà raddoppiare il numero delle puntate. Mentre terminerà l'esperienza di
Zelig Circus per far spazio a qualcosa di nuovo che è in progettazione».
Pensate di tornare una terza volta a Genova?
«Pensiamo di fare di più, e mettere uno
Zelig Lab permanente. Dopo gli anni di digiuno di comici genovesi, ora vogliamo sfruttare il territorio».
Ultima domanda: un consiglio per chi vuole avvicinarsi al "mondo comico".
«Sapere fin da subito che sarà dura: li aspetta un percorso periglioso che in alcuni momenti può deprimere, ma gratifica molto. Direi che per riassumere in una parola serve consapevolezza».
Adesso il comico nascosto che è in noi può venir fuori e tentare di entrare nel mondo dello spettacolo.
Intanto stasera
9 marzo, alle ore 21, non resta che andare al
Teatro Cargo per vedere le nuove leve di Zelig Lab -
Andrea Di Marco, Roberto Giordano, Emilio Razzetti,
Alessandro Bianchi,
Michelangelo Pulci,
Alessandro Bergallo, Matteo Monforte, Marco Arena, Andrea Bottesini, Fiona Dovo, Giacinto Zito, condotti da Daniele Raco - che proporranno al pubblico personaggi come il modello vanesio o il derviscio rotante, passando per il cantante d'opera e riservando altre sorprese al pubblico.
A seguire salirà sul palco
Federico Basso, monologhista puro, improvvisatore ed autore di testi comici caratterizzati da uno stile fulminante all'insegna del più tradizionale
aplomb inglese.