L'artista più amato dal pubblico della
GOG, il violinista
Uto Ughi, torna dopo due anni ospite della storica società di concerti genovese lunedì prossimo,
6 marzo 2006, al Carlo Felice, e c'è da giurare che, come al solito, il teatro sarà esaurito e le ovazioni si sprecheranno. Insomma, grande spettacolo, se pensiamo che Ughi ha suonato per la prima volta in pubblico la
Ciaccona di Bach (il brano per violino più difficile che sia mai stato scritto) a sette anni, ed è l'
erede autentico, con Salvatore Accardo,
della tradizione violinistica italiana.
Uto Ughi è in prima linea nella vita sociale italiana e il suo impegno è volto soprattutto alla
salvaguardia del nostro patrimonio musicale: da anni porta avanti la sua personale battaglia per la diffusione della musica tra i giovani, dando
decine di concerti gratuiti per le scuole; «oggi i ragazzi - ha dichiarato in una recente intervista - sembrano fuggire dalla musica classica, si annoiano, pensano che sia roba da vecchi. L'insegnamento nelle scuole non esiste e, comunque, la musica va trasmessa in modo entusiasmante, direttamente al cuore. Se diventa teoria, è la fine. Noi musicisti dobbiamo uscire dalla torre d'avorio, andare nelle scuole a parlare con i ragazzi e a suonare per loro. Non è un'accusa, ma un invito a recuperare una tradizione che avevamo e che rischia di disperdersi», (a proposito, ma lo sapete che a Genova c'è
La Barcaccia, l'associazione dei giovani del Carlo Felice? Non ci sono solo "i vecchi" che vanno a teatro! E quest'associazione conta oltre 400 iscritti!).
Il programma della serata di lunedì 6 è dei più piacevoli e coinvolgenti: si parte da
una trascrizione di un brano di Gaetano Pugnani (1731 - 1798) elaborato da Fritz Kreisler (1875 - 1962) che, oltre ad essere uno dei pezzi con cui i violinisti amano aprire i propri récital, fu
uno dei più coinvolgenti pezzi pop dei primi del Novecento. A seguire la
Sonata KV 301 di Mozart, musica in cui la lotta e i contrasti sono del tutto estranei, mentre predomina
un dialogo gioioso e perfetto tra il violino e il pianoforte, che letteralmente si parlano attraverso scale, accordi, sonorità tipicamente mozartiane.
Anche nel caso della
Sonata n. 3 di Johannes Brahms, composta nel 1888, siamo di fronte a
un dialogo, ma ben più decadente, sofferto, in cui gli opposti non sono drammaticamente isolati, ma smussati e amalgamati attraverso un tessuto musicale ininterrotto. È musica incredibilmente proiettata verso l'avvenire, che trasporta l'ascoltatore in un mondo di grande tensione emotiva, ma anche nel romanticismo più acceso. In parole povere, è un vero capolavoro, di cui paradossalmente Brahms non era molto soddisfatto.
Il clima si distende e tutto si fa più leggero nella
Suite italiana di Stravinsky: è un gioco, un virtuosismo del "massimo artefice della musica contemporanea" (nella felice definizione di Massimo Mila), tratto da
Pulcinella, uno dei suoi più celebri balletti.
Chiuderà il concerto l'
Introduzione e Rondò capriccioso di Camille Saint-Saens, considerato
il primo brano musicale francese in assoluto "stile afrocubano": a un'introduzione lenta segue subito una
Habanera dall'impulso ritmico inconfondibile e irresistibile. Che sono, del resto, le due qualità principali del violinismo di Uto Ughi.
Andrea Ottonello
Giovine Orchestra Genovese
Lunedì 6 marzo 2006, ore 21.00 - Teatro Carlo Felice
UTO UGHI, violino
ALESSANDRO SPECCHI, pianoforte
Gaetano Pugnani e Fritz Kreisler
- Adagio e Allegro
Wolfgang Amadeus Mozart
- Sonata n. 1 in sol magg. K 301
Johannes Brahms (1833 - 1897)
- Sonata n. 3 in re min. op. 108
Igor Stravinsky (1882 - 1871)
- Suite Italiana
Camille Saint-Saëns (1835 - 1921)
- Introduzione e rondò capriccioso
Biglietti da € 25 a € 45, giovani € 10.