È trascorsa più d'una settimana dalla conclusione del convegno
IneditaBlog. Alcune considerazioni possono essere fatte, con un minimo di obiettivo distacco.
La prima, importante, notizia è che questa manifestazione
verrà riproposta, sempre all'interno di
Inedita, salone dell'editoria libraria e multimediale, anche il prossimo anno. Il
blog su splinder è rimasto e resterà attivo, pertanto sarà possibile preparare la seconda edizione lavorando insieme per un anno intero, forti dell'esperienza fatta durante le ormai mitiche
4 giornate di Genova.
La seconda considerazione, anch'essa molto importante, è la
partecipazione attiva che ha non solo accompagnato, ma anche seguito,
IneditaBlog. Abbiamo assistito, e stiamo tuttora assistendo, ad un susseguirsi ininterrotto di post, testimonianze, racconti, raccolte di foto, filmati con interviste, varie considerazioni.
Tutti, o quasi, i blogger che hanno partecipato all'evento, hanno sentito il desiderio, la voglia, il bisogno, di raccontare la loro
personale esperienza attraverso i mezzi più consoni al loro carattere, alla loro personalità.
A seguito di tutto questo fermento, che non si può proprio ignorare, ecco che giornali, televisioni e radio hanno deciso di guardare a questo strano universo dei blog non più con distacco e superiorità, come si fa con un bambino che gioca a fare l'adulto, ma con il desiderio di comprendere e far comprendere, di conoscere e divulgare quello che ormai è un mondo in costante espansione, utilizzando i
mezzi a loro disposizione in modo anomalo. Dico anomalo perché questi strumenti tradizionali, con il tempo, hanno perduto le loro qualità originarie, giungendo a filtrare le informazioni in modo spesso settario, quand'anche addirittura stravolgendone il senso a proprio uso e consumo.
Approcciando la blogosfera, invece, anche questi "vecchi" media hanno riscoperto il piacere della
divulgazione libera e non settaria, la gioia dello scoprire insieme allo spettatore, mondi e cose sconosciute ai più. È un po' come se quell'aria di libertà che si respira nella blogosfera avesse contagiato le barbe bianche dei guru radiotelevisivi, spesso prestati poi alla carta stampata, quand'anche il contrario.
Non so se qualcuno ha già colto questi importanti segnali, ma da quando alcuni mesi fa ho cominciato ad auspicare un
maggiore interesse da parte dei media nei confronti della blogosfera, ho registrato passi in avanti proprio in questo senso. Non che sia dipeso da me, ci mancherebbe.
Abbiamo visto
Diego Bianchi (Zoro di Excite) partecipare con successo al GF, mescolandosi tra il pubblico ma attirando inevitabilmente l'interesse di Liorni e della Marcuzzi. Abbiamo avuto
Eliselle ospite di Ambra su Raitre così come, sempre su Raitre, la partecipazione di
Marco Candida ad un dibattito sulla scrittura.
Francesca Baroncelli di mentelocale.it è stata intervistata da PlayRadio,
Manila Benedetto pubblicata sul Secolo XIX durante i giorni del Salone.
Tutto questo non può essere più catalogato tra gli eventi occasionali, bensì a dispetto di chi ancora insiste nello sminuire la portata ed il valore della libera scrittura in rete, come l'inevitabile
sconfinamento dei blogger nei media tradizionali, avvalorando l'idea che, in presenza di qualità indiscutibili, il blogger non può restare confinato nel proprio spazio.
Come commentare, diversamente, le
querele arrivate ad alcuni blogger da parte di giornalisti che si sono sentiti diffamati da alcuni post, se non con la crescente importanza che il mezzo, ed i suoi utilizzatori, sta via via acquisendo. Che poi le ragioni delle querele siano prive di fondamento, questo sarà compito dei giudici stabilirlo.
A noi basta considerare che, evidentemente,
la libertà è ancora la cosa che fa più paura ed i blog oggi sono la massima espressione di questa possibilità di essere liberi.
Liberi di pensare e di dire, a dispetto dei padroni di qualunque razza e colore.
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