Si è svolto venerdì 16 febbraio, presso la libreria Feltrinelli di Via XX Settembre, un incontro a tre sul tema
Dove va il giallo italiano?. Promotore dell'evento è stato, nella persona di
Giancarlo Giraud, il Club Amici del Cinema, per presentare la rassegna
Febbre Gialla. I migliori film gialli del 2000. Ospiti e animatori dell'incontro sono stati
Claudia Salvatori, genovese, autrice di
Sublime anima di donna, appena uscito da Marco Tropea Editore, e
Luca Crovi, autore del saggio
Delitti di carta nostra. Una storia del giallo italiano per i tipi di Editrice Punto Zero.
Spunto di partenza per una discussione sul giallo italiano è il momento felice che sta attraversando il genere negli ultimi anni, con il successo di autori emergenti come
Lucarelli e
Fois, il "caso"
Camilleri e, soprattutto, il proliferare di fumetti come
Nick Rider,
Martin Mystere,
Julia e, soprattutto,
Dylan Dog.
Non a caso
Crovi è collaboratore della Sergio Bonelli Editore e la
Salvatori è stata per anni sceneggiatrice di fumetti (anche della Disney)
"Ho cominciato a fare fumetti a 24 anni. Non ho seguito l'iter classico dell'intellettuale italiano: laurea, carriera giornalistica o accademica. Poi ho scritto un
thriller erotico molto
hard (che diventerà un film per la regia di
Maria Martinelli. Le riprese dovrebbero cominciare a marzo). Ora scrivo storie che potrebbero ascriversi al
feuilletton ottocentesco"
Del resto, concordano
Crovi e la
Salvatori, al fumetto (e soprattutto a
Tiziano Sclavi, col suo
Dylan Dog) va ascritto il merito di aver riportato in auge il genere gotico, che in Italia aveva avuto fortuna a fine ottocento, nel periodo della Scapigliatura.
Spiega
Claudia Salvatori
"Se ci fossero stati scrittori in grado di continuare su quel filone, oggi in Italia non avremmo bisogno di rifarci a modelli americani e scopiazzare
Tarantino. Del resto il
pulp italiano non mi pare un genere popolare: lo trovo piuttosto snob, da intellettuali"
E la Scapigliatura è l'ambiente culturale che fa da sfondo a
Sublime anima di donna, l'ultima opera della scrittrice genovese, che spiega di aver voluto creare una situazione di confine, nella quale realtà e immaginario, inconscio e vita quotidiana si influenzano reciprocamente. Il romanzo, infatti, è ambientato ai nostri giorni, quando una ricercatrice rinviene un anonimo manoscritto di uno Scapigliato, nel quale si descrive la vicenda di un
serial killer che uccide diverse donne intenzionato a ricostruire con i pezzi asportati dalle vittime il suo ideale femminile.
Ma la vicenda non è destinata a rimanere nelle pagine del manoscritto, perché c'è qualcuno che comincia a uccidere nello stesso modo
Quando
Crovi le fa notare che l'idea della ricostruzione di un corpo o un'anima ideali è un
topos ricorrente in letteratura (cita, tra gli altri,
Il silenzio degli innocenti),
Claudia Salvatori annuisce
"Evidentemente ci deve essere qualcosa che ci attrae a livello inconsio nell'idea di smembramento. Ho giocato sull'ideale romantico del femminino e l'ho trasfigurato legandolo a quello del corpo fatto a pezzi. Del resto, in un'epoca in cui subiamo influenze di ogni tipo e l'identità dell'anima è perduta, quel che resta è un'aggregazione di pezzi di provenienza eterogenea"
Per saperne di più su
Claudia Salvatori e sul suo romanzo
Sublime anima di donna consulta il sito
www.saggiatore.it/schede/dicembre00/salvatori.htm
Per saperne di più su
Luca Crovi e leggere alcuni estratti del suo saggio
Delitti di carta nostra. Una storia del giallo italiano visita il sito
www.puntozero.net