Giorgia Lovisotto, ragazza giuliano-veneta ma milanese per domicilio e studi, non sapeva che, presentando il suo primo libro, Le ragazze single non parlano al plurale, appena uscito da Meridiano Zero il sabato pomeriggio, alla prima edizione di In Edita avrebbe trovato nella folta platea il vostro cronista mondano prediletto (io, quantunque io) e si sarebbe dovuta sottoporre alla consueta mia intervista extratestuale.
Pensate che la cosa l'abbia turbata o sorpresa o altro del genere? Rispondo io per voi, gentilissimi amici miei e non della ventura: no, per niente e per null'affatto. Giorgia ha conversato con il garbo di una in (in Italia si chiama purtroppo Giovani, carini e disoccupati!) e l'arguzia di una dei nostri tempi piperni.
Come tutti voi sapete, Irene Brin scriveva, tra l'altro, su e i 13 racconti brevi - l'aggettivo non è inutile, gentile preside e mio implicit reader Antonio Silva. Proliferano infatti raccolte di racconti lunghi, quasi romanzetti abortiti. Un'altra eccezione commendevole, de qua postea, è La virgola nell'orologio, pubblicata a Milano da con Effigie.
Ora, cosa c'entra una potenziale 102enne come la Brin con Giorgia, che ha a stento un terzo di quell'età? C'entra, perché Brin e Giorgia sono convinte che Der liebe Gott steckt im Detail (sarebbe: il buon Dio si cela nel dettaglio). Le ragazze single, almeno quelle come Giorgia - e quindi dotate di classe innata, studenti d'ingegeneria al , en t'èl nòss Milàn, frequentano e, se raccontano, costuiscono le storie a partire dai particolari che l'occhio imbesughito dalla televisione non coglie più. Esempi? Una scarpa di , una borsa di , però anche un giro da .
Oltre a queste griffe, nel libro ci sono però anche storie molto credibili, scritte in un bell'italiano esatto e rapido, che avrebbe letto con la sua instancabile curiosità. Giorgia Lovisotto ha anche la non così frequente capacità di inventarsi bei titoli: a parte quello del libro, ecco alcuni dei racconti: Il mio nuovo fidanzato immaginario (tra i prediletti dal suo editore, il grande ), Non chiamarmi più sul cellulare (la frase incubo di ogni vitellone cascamorto che si rispetti: e forse il mio racconto prediletto), Una giornata senza vento ideale per un cocktail all'aperto o un matrimonio (il mio titolo, quello del romanzo che, state tranquilli, non scriverò mai).
Siccome il vostro cronista prediletto, voi lo sapete, è cattolicissimo, devoto di S. S. Benedetto Decimosesto Giuseppe e anche hidalgo y gentilhombre de la , durante la piacevole intervista non si è affrontato il tema che intitola il libro e solletica voialtri maliziosi: ma Giorgia Lovisotto è la , cioè la italiana? Nemmeno per sogno. Lei si dichiara orgogliosamente adepta della americana e ne rispetta norme, canoni, leggi e leggine.
Ma dentro ai racconti infila ardue citazioni dal , trae dall'ombra Keira Knightley come Keats fece con Fanny Brawne secondo e insomma si mostra giovanissima esperta di pastiche, così come lo ha definito una volta per tutte .
Serve altro? Ah sì, la vostra è di certo sullo stato civile di Giorgia. Bòn, se volete conoscere la mia impressione, non avete che richiedermela per mail e, siccome siete voi a chiederla, la offro a titolo gratuito. Prima, però, leggete ben bene il libro, cosa che io ho fatto non soltanto per voi, ma per il mio personale diletto e sollazzo.