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Cultura

Il libro per ragazzi a InEdita

 
Un incontro promosso dalla rivista Andersen. Per tastare il polso ad un settore vitale ed in evoluzione. Esperienze a confronto
 
   

     
06 febbraio 2006
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Bambini che giocano
© foto: www.ermesambiente.it
Nell'ambito del Salone dell'editoria InEdita, dove si è dato spazio alle forme più varie di produzione editoriale, domenica pomeriggio la rivista Andersen ha promosso un incontro per parlare di libri per ragazzi, Coordinato da Gultiero Schiaffino, direttore.
‘Cos'è un libro per bambini? Dove trovarlo? Come usarlo? Come conoscerlo? E in fondo, soprattutto, è di qualità?'. Queste sono le domande che Schiaffino ha rivolto ai numerosi invitati, che con il libro per l'infanzia e i ragazzi hanno un rapporto quotidiano d'amore e di lavoro. Prima Schiaffino però ha ricordato come Genova giochi su questo tema una parte importante per la presenza della Città dei Bambini, della Biblioteca De Amicis, di molti illustratori e autori, nonché della rivista che lui stesso dirige.

Il primo intervento è stato di Walter Fochesato, studioso della letteratura per l'infanzia: «La qualità è difficile da definire. La cosa migliore è mostrare il libro: toccarlo, sfogliarlo... un libro eccelso, e paragone, è la Grammatica della Fantasia di Gianni Rodari. Quel libro poi è stato spezzettato, ha generato altri libri. Ma i libri non vanno intesi come quelli che abbiamo conosciuto nella nostra infanzia. Oggi ci deve essere una varietà di stili che con le illustrazioni riescano a creare sconcerto, innestino nuove fantasie, pensieri diversi. Questo è la sfida che le 10-15 case editrici per ragazzi italiane devono affrontare per proseguire l'incanto e la magia dell'infanzia. Riescano a fornire nuovi sapori a questi libri, intesi come cibo della mente».

Matteo Corradini, giornalista, ha continuato il ragionamento di Fochesato ricordando che spesso si pensa di fare un libro per ragazzi che poi diventa un libro per adulti. E viceversa. «La fantasia, la creazione - diceva Munari - è generosa, se si segue produrrà altre cose. Così il libro per ragazzi deve generare fantasia. Il mistero del libro per ragazzi, è di come viene vissuto; di come diviene il libro giusto».
Marco Dallari, pedagogista, ha pensato il libro non come oggetto, ma come strumento che si rapporta con la relazione: se la sostituisce o la stimola. Se diventa un surrogato di una relazione, non va bene. «Ecco che se il libro aiuta il dialogo, ci aiuta a conoscere; ci aiuta a sapere, perché il sapere è racconto. Non si parte dall'analisi dei fatti ma ci si arriva dopo... creando piacere».

Pino Boero, Preside della facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Genova, ha annunciato che il libro per ragazzi è arrivato all'università insieme a tutte le tematiche pedagogiche. Ma nella scuola di oggi non c'è la sensibilità che si richiama al metodo narrativo: la letteratura per l'infanzia è chiamata paraletteratura. Per superare questo bisognerà inventarsi una PornoAlice; sempre con l'obiettivo di interessare a questo tema.
Salvatore Pagano, ispettore scolastico, ha osservato che c'è una relazione tra la dimensione istituzionale e la letteratura per l'infanzia; più c'è attenzione ai libri per ragazzi, più le istituzioni crescono positivamente. Diversamente gli insegnanti diventano eroi e questo non deve succedere.
Donatella Curletto, bibliotecaria, si è dichiarata soddisfatta per la buona realtà che si è riuscita ad ottenere nel sistema di biblioteche provinciali di Genova. «Non c'è uno "scaffale sfigato" a raccogliere i libri per bambini, ma delle belle sale dedicate a questa letteratura». Le iniziative non mancano e lo stuzzicalibro è un valido strumento per segnalare novità. Oggi i ragazzi hanno acquisito una buona competenza sulla qualità dell'oggetto libro.

Francesco Langella, della Biblioteca De Amicis, ricordando che la biblioteca dove opera è la prima in Italia dedicata ai bambini e ragazzi, ha posto l'accento sulla formazione del personale, che si è qualificato nell'arco di molto tempo: ad oggi non esiste un ricambio per competenze che seleziono e catalogano i 2000 libri che le case editrici immettono sul mercato ogni anno. «Bisogna per questo ringraziare le riviste specializzate, come Andersen, che fanno informazione e formazione».
Anna Garibaldi, biblioteche della Val Graveglia, con molto slancio ha spiegato che lei è un'insegnante, distaccata, per fare la bibliotecaria. «La nostra biblioteca è di territorio e coordina 11 biblioteche dove si trovano i libri gratis e sprona molte attività culturali. Ha un patrimonio di 14 mila libri e si capisce quanto vale, quanto è famosa, anche per le donazioni che riceve dai privati». Schiaffino la saluta come la leonessa della Val Graveglia.
Stefania Usai, libraia de l'Albero delle lettere in Canneto il lungo, ha raccontato la sua passione per i libri... ma non basta. «In me è scattato l'amore per i libri illustrati, i libri per i ragazzi; un amore nato in Francia, dove i bei libri sono in evidenza». Non sa di essere anche lei un'eroina, come quelle insegnanti che sanno trasmettere l'amore per i libri, al di là delle difficoltà a reperirli. La sua libreria è diventata un punto di incontro per autori, editori, bambini dove fare letture insieme. E insieme scoprire libri sempre più belli.

Dopo altre due testimonianze, della biblioteca della Scuola germanica e del Teatro del Piccione, si è concluso l'incontro, con l'arrivederci al 21 aprile per la manifestazione del 25° compleanno della rivista Andersen. Ci sarà ancora da parlare di libri per l'infanzia.
Intanto si spera che l'esperienza di InEdita prosegua il prossimo anno.

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