In ogni bambino c'è un futuro automobilista, oppure un pedone. Insomma, uno che va per strada. E siccome, checché se ne pensi, le macchine sono a tutt'oggi le più pericolose armi in mano ai cittadini - 7.000 i morti in Italia nel 2003 - l'educazione sul tema sicurezza stradale non è mai troppa.
L'Aci Genova coniuga due dei suoi principali interessi - attenzione ai giovani e alla sicurezza - con un progetto dal titolo Noi la pensiamo così ! Il sogno di un bambino per un bambino. Si tratta di due eventi collaterali - uno spettacolo teatrale e un fumetto - che coinvolgeranno direttamente gli alunni delle scuole elementari in un'iniziativa di solidarietà. Testimonial d'eccezione sono le iene Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu: «Siamo molto contenti di partecipare attivamente a questo progetto - dice Paolo - tra le cose che ci hanno appassionato di più c'è la possibilità dei bambini di aiutarne altri con le proprie opere». Come? Vediamolo.
Dal 17 al 19 gennaio 2006 - presso il Teatro della Gioventù di via Cesarea - andrà in scena la rappresentazione Aci Babà e i quaranta pedoni, della Compagnia Pupi e Fresedde (Teatro Rifredi di Firenze). Finito lo spettacolo i comici de intratterranno le classi fino a fine mattinata.
Nell'occasione verrà consegnato ai ragazzi uno speciale fumetto sull'argomento, disegnato da Enzo Marciante. Tornati in classe gli alunni dovranno esprimere con un disegno le proprie impressioni sulla sicurezza stradale. Entro il 15 febbraio, una commissione giudicherà le opere consegnate all'Aci di Genova. Ne verranno selezionati 12 per allestire un calendario 2007 che verrà venduto al prezzo di due euro. Il ricavato verrà devoluto all'associazione Make a Wish, che si occupa di bambini affetti da gravi malattie.
Mentre Giovanni Battista Canevello - presidente di Aci Genova - indica nella patente a punti un provvedimento che ha fatto calare la mortalità sulle strade nel corso del 2004, Arcangelo Merella - assessore alla mobilità del Comune - si dice sulla buona strada: «per ridurre la mortalità del 50% entro il 2010, come stabilito in sede europea».
Un ruolo particolare nel progetto lo ha l'associazione Make a wish. Nata negli Stati Uniti nel 1980, circa un anno fa Sune e Fabio Frontani hanno aperto una sede genovese dopo aver perso prematuramente Carlotta, la loro figlia di appena di dieci anni. Scossi dal tragico lutto hanno deciso di fare qualcosa per gli altri bambini che soffrono di gravi, spesso irreversibili, patologie. «Questi ragazzi hanno parecchi sogni - dice Fabio Frontani - vogliono incontrare persone famose, vogliono essere qualcuno per un giorno. Noi siamo qui per rendere realtà qualcunque tipo di desiderio».
Il progetto è stato realizzato con il Patrocinio del Comune di Genova, con il sostegno di Banca e , la Direzione Regionale del Ministero della Pubblica Istruzione, Sara Assicurazioni, Aci Global e Aci Informatica.