A Verona dicevano che il Chievo sarebbe andato in A solo quando i mussi, cioè gli asini, avrebbero imparato a volare. A Genova i mussi volano ormai da cinque anni, solo che questa volta non sono asini ma Eugenio e Paolo Musso, cugini e inventori di mentelocale.
Stiamo infatti per soffiare sulla quinta candelina: sito, ristorante e café sono nati il 15 dicembre 2000, e dopo cinque anni siamo ancora qui a rompervi le palle. Alive and kicking, più vispi che mai.
Ma sentiamo loro, che ci hanno messo i soldi e la faccia, se la meritano un po' di ribalta.
Cinque anni. Commenti? E - «Dico solo che ce l'abbiamo fatta. Che siamo riusciti a trasformarci in quello che volevamo, una piazza virtuale. L'ultima soddisfazione ce l'ha data la Guida del Gambero Rosso, non per i chicchi o le stelline, ma perché ci ha citato come un punto d'incontro. Abbiamo creato una nuova piazza in questa città». P - «Addirittura una piazza. Non sei un po' megalomane?». E - «Bé, magari un pochino...». P - «Però è vero, giri per strada e senti la gente che dice "ci vediamo al mentelocale"». Quando mettono l'articolo davanti mi viene l'orticaria. E - «il mentelocale, al mentelocale. Purtroppo dicono così». P - «Il prossimo locale lo potremmo chiamare direttamente "i mussi"». E - «Ad ogni modo, articolo o no, la città si è accorta di noi. All'inizio, come tutti i locali, siamo stati messi a dura prova. Come un mobile nuovo: quando lo compri lo guardi tutti i giorni con occhio critico, poi ti ci abitui e non te ne accorgi più. Ecco, ora noi siamo parte del mobilio di questa città.
E come media, Paolo?». P - «Ma non è lui a farci le domande?». E come media, Paolo? P- «Vi siete messi d'accordo, eh? Bé, certo che la strada verso il consolidamento è molto più difficile per il sito. Perché dobbiamo vendere un media giovane, inventarci qualcosa di nuovo con linguaggi nuovi».
Rispetto al 2000, non abbiamo più il problema dell'alfabetizzazione informatica. P - «Sì, oggi è più semplice spiegare ai tuoi genitori cosa fai, se dici "lavoro in un sito internet" capiscono. Io non ho idea di quanti potenziali lettori ci restano da raggiungere, ma direi tranquillamente che il nostro target l'abbiamo centrato: chi naviga ed è interessato alla cultura ed al tempo libero a Genova, prima o poi ci legge. Da questo punto di vista la newsletter è un veicolo molto importante, perché viene forwardata».
Ma sta storia di fare un sito con un bar come vi è venuta? E - «A dir la verità non l'abbiamo capito neanche noi. Biecamente ti posso dire che il sito è rimasto in piedi grazie al bar, ma in futuro i rapporti potrebbero anche ribaltarsi. La crescita di mentelocale è fortemente legata ad internet».
E Palazzo Ducale? E - «La fortuna di mentelocale è slegata da quella del Palazzo. A Palazzo vuoto, noi siamo pieni. E siamo aperti sette giorni su sette, trecentosessantacinque giorni all'anno, senza che ce l'abbia chiesto nessuno».
Future linee di sviluppo? P - «Due. Una è consolidarci come prodotto editoriale, completando quel che già facciamo, penso ad esempio al turismo. La seconda è replicare il progetto in altre città italiane. Infine c'è , che ha un potenziale enorme».
In questi cinque anni come avete visto cambiare Genova? P - «Bé, io ad esempio ci sono venuto ad abitare, e sono felice della scelta. Non oso immaginare come doveva essere prima, visto che tutti mi dicono che è clamorosamente migliorata». E - «Sì, è cambiata molto. Ma resta una città povera, con un solo industriale ricco, Garrone. Manca un'Unione Industriali con gente che ha i soldi veri, come a Mantova o Treviso. Quanto al centro storico, ci sono alcune zone che "non ce l'hanno ancora fatta". Penso a via della Maddalena, che nonostante una politica comunale intelligente e la tenacia di molti imprenditori, ha visto chiudere locali innovativi e coraggiosi come il caffè Zeneise. E dopo Mondiali, Colombiadi, G8 e 2004 non abbiamo più manifestazioni davanti a noi. Ti sei mai chiesto come mai non ci sono ristoranti aperti dopo le 23?». Mmh. No. Come mai? E - «Perché i genovesi non mangiano a quell'ora. La gente ci prova, ma se la città non risponde...». P - «Sì, ma il grafico è tutto sommato in salita. I turisti esistono, e ne abbiamo visti parecchi nel 2005. Anche se la domenica è tutto chiuso. L'acquario tira, ma la città deve ancora intercettare il target dei pesci. Evidentemente pesci e van Dyck non vanno d'accordo».
Finiamo coi ringraziamenti, come nei dischi E+P - «Ringraziamo tutti, ma proprio tutti. Con un pensiero speciale alla "capa" del sito, Laura Guglielmi».