Che cosa ci fanno un jazzista e un manager su un palco? Uno fa il dj creando effetti sonori con il
Kaos Pad, l'altro suona dal vivo tromba e pianoforte accompagnando la distorsione di suoni globali.
Saranno almeno due ore di improvvisazione all'insegna del lounge e del chill-out quelle di
M2, all'
After 22 di mentelocale, Palazzo Ducale,
venerdì 18 novembre 2005, a partire dalle 22.
M2 è la coppia composta
Marco Tindiglia e
Marco Rossi. Il primo lo conosciamo bene come direttore del
Festival jazz Gezmataz. Dopo aver studiato negli Stati Uniti (Boston, New York e Connecticut), torna in Italia e collabora con alcuni dei miglior i musicisti in circolazione. Ma è la contaminazione che lo ispira: lavora con
Mr Puma, le Voci Atroci, Echo Art. Tra il 2002 e il 2003 va in Spagna e Portogallo con la
Traveling School, nel 2004-2005 dirige il Gezmataz, nell'ambito del quale si incontrano giovani musicisti alle prime armi e professionisti internazionali.
Poi c'è il ricercatore musicale-dj
Marco Fossi, che ha avuto un percorso completamente diverso. Laureato in economia, dirigente finanziario di una società che fa capo al gruppo Coop, Fossi in gioventù ha: «strimpellato in malo modo pianoforte e batteria», dice lui, prima di innamorarsi di un nuovo stile musicale.
Era a Londra la prima volta che ha sentito un dj italiano - Oscar Fullone - fondere temi musicali e aspetti sonori con improvvisazione e strumentazioni elettroniche. «Il primo a improvvisare su una base fu Miles Davis - dice Fossi - quando già stava male. Gli portavano il disco a casa e lui suonava sopra. Ma il live è una rarità. Due anni fa Herbie Hancock e un un certo dj Disk hanno suonato dal vivo a San Francisco: è stata una cosa da non credere».
Che cosa sentirete all'A22? Dalla
musica lounge e
chill out al
tango, con infiltrazioni
house e
techno; da
Cafè del Mar ai
Massive Attack. Fossi suonerà alcune basi e improvviserà con i campionamenti sul Koas Pad, Tindiglia avrà carta bianca con tromba e piano.
«Un paio di anni fa ho iniziato quasi per gioco a ri-comporre suoni con
Marco Fossi - dice Tindiglia - facendo prevalere la manipolazione del
Kaos Pad e l'improvvisazione su groove musicali che ti consentono di farlo, più che temi jazz che sono sempre fortemente codificati. Insomma - conclude - sarà una serata all'insegna dell'entusiasmo e della capirinha».
Tornando a Fossi: come fai a conciliare lavoro a musica? «Mah, io non ho mai dormito tanto. E per il mio lavoro faccio circa ottanta-novantamila chilometri all'anno con l'auto. Di musica ne ascolto tanta, e poi ci vediamo con Marco Tindiglia la sera, o il sabato mattina per provare».