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Il ghetto blaster di via Cairoli è il terzo punto vendita di questa specie di franchasing de noiartri.
Gli ideatori sono tre amici che, della passione per hip hop e street style, hanno fatto un lavoro. Il negozio di Savona era nato per primo, poi era venuto quello di Sestri Ponente. Quasi un anno fa, la decisione di metterne su un terzo, nel centro città, «ma lontano dalle commercialissime via Venti e via San Vincenzo», mi spiega Christian Terzano gestore del negozio di via Cairoli. A Genova molti già lo conoscono. Da qualche anno, Christian organizza serate Hip Hop, in giro per i locali. Il passaggio dalla musica all'abbigliamento è stato un passo quasi dovuto: «alla mia generazione toccava andare fino a Milano per comprare maglie e pantaloni».
Ma il ghetto blaster non è solo un negozio di abbigliamento. Oltre alle collane «che a Brooklin chiamano bling bling e se ne trovano anche in oro, platino e diamanti» ci sono tutti gli accessori per skater: tavole, ruote, bulloni, polsini e caschetti. C'è pure una bella fornitura di bombolette per il writing. Sotto questo nome, rientrano tutte le varie forme di decorazione dei muri, diciamo così. Dalle tag, che poi sono le firme, e si fanno con delle specie di grossi uniposca, fino a quelli che gli attempati chiamano graffiti, ma che «in realtà sono i pezzi», mi istruisce Christian. Dietro a questi pantaloni extralarge c'è tutto un mondo, una filosofia. Sarebbe sbagliato considerare lo street style solo una moda. Da Christian ho capito ad esempio che pattini in linea e skateboard non vanno molto d'accordo, o per lo meno non condividono gli stessi ideali. «Se in pedana arrivano i roller, gli skater aspettano che se ne vadano per riprendere le proprie acrobazie».
Per l'arredamento degli interni, Christian ha scelto tubi da impalcature, reti metalliche e tavole di legno. «Una soluzione economica, che ben si addice allo stile del negozio».
Al Ghetto blaster ci sono articoli per tutte le tasche. «Volevamo che qui tutti potessero vestirsi. Ogni mese facciamo offerte molto vantaggiose e abbiamo sempre merce di fine assortimento, che diamo via a prezzi veramente convenienti». Vi serve qualche nome? C'è la Cifra, una marca tutta made in Genova, la Bastard, nata invece in quel della madunnina, la Echo, che veste nientedimeno che Eminem, e poi una linea creata da Tony Hawk. Costui è uno dei primi skater americani - a cui tra l'altro è dedicato un gioco della playstation - che si è dato alla moda, producendo maglie e pantaloni dedicati ai ragazzi dagli 8 ai 14 anni: vestiti da grandi, solo qualche taglia più piccola.
«Qualche signora non capisce esattamente quello che vendiamo e, scambiandomi per un negozio sportivo, magari mi chiede mascherine e racchette da sci». Ma niente da fare, «oggetti del genere come anche la roba da surfisti, che pure va tanto di moda ultimamente, non entreranno mai al ghetto blaster».
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