«Stupida e idiota». Così
Gianna Milano, autrice con
Chiara Palmerini del libro
La rivoluzione delle cellule staminali, ha definito la guerra mediatica e ideologica che si è scatenata tra scienziati, teologi e politici, contestualmente al referendum svoltosi nel nostro paese pochi mesi orsono. In questo modo si è aperta l'attesissima conferenza
L'inutile guerra delle cellule staminali, tenutasi stamane presso la
Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale, nell'ambito del
Festival della Scienza.
Nella prima parte dell'incontro il noto biologo
Carlo Alberto Redi ha spiegato con chiarezza e semplicità il significato di termini e concetti scientifici che nei mesi del dibattito referendario hanno a lungo, e spesso in modo superficiale, monopolizzato l'attenzione dei media.
«Ciò che è mancato in quelle settimane è stata un'informazione fredda che dicesse in modo comprensibile:
cosa sono le staminali, quali sono le opportunità che offrono oggi e cosa la ricerca sta facendo al riguardo».
E proprio seguendo questi tre punti Redi ha condotto la sua esposizione. L'interesse del pubblico ha raggiunto il culmine nel momento in cui il professore ha esposto alcuni dei risultati più importanti oggi acquisiti tramite
sperimentazione e ricerca sulle staminali adulte: «In alcuni casi si sono riscontrati successi davvero importanti: per esempio, nei paesi scandinavi,
487 malati di Parkinson sono stati curati con cellule staminali somatiche prelevate da feti abortiti.
484 hanno mostrato significativi miglioramenti in tutti i sintomi della malattia. Perché la cura non è regolarmente impiegata? Perché per la cura di un malato servono dai tre ai cinque feti. È evidente che se non si può accedere ad altre fonti di staminali queste possibilità resteranno un'utopia».
Ma progressi importanti sono stati compiuti anche in relazione a molte altre patologie, come la cura di
ischemie, distrofia muscolare, diabete, morbo di Alzheimer. «Ed esiste un laboratorio, a Venezia», ha ricordato Chiara Palmerini, «che tutto il mondo ci invidia. È il
Centro di Ricerca sulle Staminali Epiteliali: qui
Michele De Luca e
Graziella Pellegrini hanno sviluppato un sistema di trapianto di particolari cellule staminali della cornea, quelle dell'epitelio, che consente di restituire la vista a persone che hanno subito gravi danni agli occhi».
Gianna Milano ha poi però tenuto a sottolineare che è importante non confondere i successi ormai acquisiti con i molti studi ancora in corso, per evitare di nutrire false speranze: «C'è stato un lungo periodo in cui
le staminali venivano spacciate per una sorta di "argilla magica", in grado di risolvere tutti i problemi. Ovviamente non è così». Un rischio da evitare ancor più nel nostro paese, in cui le pesanti restrizioni imposte alla scienza medica rischiano di spingere le famiglie di malati che versano in gravi condizioni ai cosiddetti
"viaggi della speranza": costosissime trasferte verso paesi dalle legislazioni più tolleranti in cui le promesse di cure miracolose si rivelano poi, alla prova dei fatti, sovente disattese.
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