Molto prima che
Vittorio Bo, direttore del Festival, iniziasse a presentare l'ospite della serata tutti i posti nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale erano già occupati. L'incontro, dal titolo
L'eredità di Einstein, ha visto
Martin Rees, docente di cosmologia e astrofisica al Trinity College dell'Università di Cambridge, impegnato a tratteggiare il ruolo svolto dallo scienziato tedesco nella fisica, nella società e nella politica moderne.
"Tutti sanno che il contributo di Einstein alla scienza moderna fu enorme - comincia Rees - anche se molte delle teorie di cui egli ci ha parlato erano già nell'aria all'inizio del novecento. La cosa straordinaria è che le abbia formulate quasi tutte una sola persona!" Il pensiero dello scienziato tedesco ha pesantemente influenzato la fisica e la cosmologia moderna e alle sue intuizioni si devono molte recenti scoperte di astrofisica. Il relatore non risparmia tuttavia qualche critica ad alcuni progetti di ricerca in corso, come quello della stazione spaziale: "quando abbandoneremo questo programma inutile e costoso potremmo nuovamente dedicarci ad attività più importanti, quali lo sviluppo di nuovi telescopi o la ricerca di pianeti compatibili con la vita".
Rees affronta la complessità del cosmo ricorrendo ad un immagine di Escher, celebre artista grafico e matematico noto per le sue strutture impossibili. "Come in questa tavola tutte le galassie sono interconnesse tra loro in un complesso reticolo. Gli effetti su un sistema influenzano anche gli altri. A questi problemi ne vanno aggiunti altri, che complicano i nostri studi, come le anomalie dei buchi neri e il loro effetto distorcente sulla luce, la cui scoperta si deve sempre ad Einstein. Un altro tema caro allo scienziato era la continua espansione del cosmo dal momento del big bang, circa 13 miliardi di anni fa - continua Rees". Studi recenti basati sulle teorie formulate dallo scienziato tedesco confermano questa tendenza. "Anzi, si avverte un'accelerazione nell'espansione dell'universo dovuta ad una forza, che Einstein chiamo Lambda, che sembra essere più importante della gravità".
Alla luce di questi scoperte si intuisce il perché della popolarità dello scienziato anche tra i non specialisti: "Si dedicò a fondo a temi che affascinano tutti, quali l'universo e l'energia - spiega Rees - e seppe giungere a conclusioni molti importanti da solo". Ma Einstein ebbe anche una concreta influenza nella vita politica. Nel dopoguerra, assieme ad altri importanti scienziati europei e americani, fondò un gruppo di discussione e opinione che intendeva limitare la proliferazione delle armi nucleari. "Einstein credeva nel ruolo di un'opinione pubblica cosciente e informata per controllare le scelte politiche dei paesi".
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