Una sala del maggior Consiglio di Palazzo Ducale affollata all'inverosimile ha accolto
Roger Penrose, celebre fisico e matematico britannico, autore di diversi testi divulgativi. A presentarlo
Armando Massarenti, responsabile della pagina "Scienza e filosofia" del supplemento culturale de Il Sole-24 Ore, che ha introdotto l'ultimo testo di Penrose,
La strada verso la realtà. "Si tratta di un'opera ambiziosa e complessa - ha esordito il giornalista - che ben si addice alla fama e alla capacità di divulgazione dell'autore".
Penrose parte dal sommario del suo recente libro per presentare, seppure a grandi linee, l'idea che lo ha spinto a realizzare il testo. "Avrei voluto modificare il mio penultimo libro, La mente nuova dell'imperatore, ma poi mi sono reso conto che era meglio scrivere un testo del tutto nuovo. Nell'opera ho voluto ampliare miei precedenti pensieri e commentare recenti teorie cosmologiche, prendendo a volte posizioni impopolari nel mondo della fisica". L'opera, infatti, si rivolge ad un pubblico senz'altro preparato: la parte matematica ha un ruolo importate e non mancano equazioni e dimostrazioni di fisica avanzata. "D'altronde - prosegue l'autore - è molto difficile trattare questi argomenti senza l'apporto delle formule. La comprensione che il lettore maturo ottiene è parziale, la matematica fa parte del problema! Si possono trattare certi argomenti senza i numeri, ma sarebbe un po' come vedere un'opera a teatro senza comprenderne le parole".
Il fisico esamina brevemente alcune teorie fisiche attuali definite di gran moda, quali la teoria delle stringhe e dell'inflazione. "Si tratta di idee che godono di un certo credito e impegnano profondamente tanti istituti. Ma non ci raccontano ancora tutto..." Penrose non fa nomi, ma sembra predente le distanze da alcune tendenze della fisica moderna.
E' questa volontà di migliorare che ha mosso l'opera dell'autore. "La fisica del ventunesimo secolo è una materia complessa e necessità continuamente di nuove idee, di fantasia e di molta applicazione. Ho scritto i miei libri alimentato da una sincera passione e dal desiderio di spingere qualche giovane allo studio di queste materie". Penrose ammette di non esserci sempre riuscito e avere più estimatori tra le persone di mezza età: "spero di avere più fortuna nel mio intento con quest'ultimo testo".
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