Il comprensorio medioevale della
Commenda di Prè ospita alcune delle mostre più originali e tecnicamente complesse del Festival. Il primo piano dell'edificio è territorio dei matematici con Apparenza e realtà e Matefestival, mentre di sopra la fisica prende il sopravvento con
Radioattività, una faccia della natura. Antica quanto l'universo e scoperta da soli 100 anni, questa forza è presente ovunque: nelle stelle, nel cuore della terra, nei nostri stessi corpi, pur con intensità e tipologie molto differenti. Ma misurarla è difficile; ci vuole proprio un rilevatore di muoni, uno degli strumenti più sorprendenti presenti all'esposizione. "L'apparecchio rileva i raggi cosmici che dallo spazio raggiungono la terra - spiegano gli animatori, un gruppo di giovani fisici - grazie a rilevatori collegati a piccole capsule di argon che si illuminano quando attraversate dalle radiazioni". Poco più avanti vengono invece presentate alcune ricerche in corso a Genova: la "gabbia elettronica", uno strumento che sorprendentemente consente di mantenere particelle cariche di polistirolo in sospensione, è alla base di una complessa indagine sulla natura dell'antimateria.
Una grande parte della radioattività oggetto del mostra precedente proviene dallo spazio profondo, grande protagonista di
Cosmica, una mostra semplice ma molto spettacolare che si avvale di video e animazioni. Nell'oscurità di una grande sala scorrono, su quattro grandi schermi, le immagini riprese dal telescopio Hubble come pure da stazioni a terra in grado di osservare corpi celesti più vicini. Le suggestive immagini a colori dei maggiori pianeti del sistema solare, di stelle lontane e di misteriosi asteroidi vanno a comporre un ipnotico caleidoscopio di luci e colori, accompagnate solo dalla musica e da poche righe di commento.
Dallo spazio sconfinato all'infinitamente piccolo: varcando una porta, infatti, si passa da Cosmica a
Oltre le frontiere del visibile. In questo caso i protagonisti sono le nuove, complesse tecniche di microscopia ad altissima risoluzione. Il più recente rappresentante di questa classe di strumenti è il microscopio a sonda, che consente di esaminare oggetti delle dimensioni di una molecola con tecniche non distruttive, basate sulla repulsione tra cariche elettriche. Un modello semplificato di questo strumento è il protagonista di un gioco a punti per i visitatori che esalta le doti di abilità e prontezza sulla misurazione degli oggetti di ridottissime dimensioni.
Leggi tutti gli articoli di mentelocale.it sul Festival della Scienza 2005Nella foto: un'immagine presa dal telescopio Hubble