Prendendo spunto dal thriller di
Dan Brown Angeli e Demoni - dove si racconta del furto di un cilindro contenente antimateria al CERN di Ginevra pronto ad esplodere come una devastante bomba a orologeria -
lunedì 31 ottobre nella Sala del Minor Consiglio a Palazzo Ducale, gli scienziati
Giulio Manuzio e
Giovanni Ridolfi hanno spiegato che cos'è quest'oggetto misterioso che chiamiamo antimateria.
That's materia
Prima Giulio Manuzio ha spiegato cos'è la materia. Allora, ogni oggetto è fatto di atomi, ogni atomo è fatto da neutroni e protoni, a loro volta composti da quark, forniti di due componenti che senza fantasia, come spesso sono gli scienziati, hanno chiamato semplicemente up e down. Con 2 up e 1 down abbiamo un protone, con 2 down e 1 up abbiamo un neutrone. Tutta la materia è fatta di questi oggetti.
That's antimateria
Proprio durante una ricerca sulla materia è spuntata l'antimateria. Prima era solo teorizzata. Proprio al
CERN di Ginevra, durante lo studio di particelle tramite l'acceleratore - un anello di 27 chilometri di circonferenza, dove vengono riprodotte tutte le temperature quasi come un big-bang a ritroso - è apparsa l'antimateria.
Si è presentata come una antiparticella speculare alla particella materiale. Se abbiamo una particella negativa, l'antimateria sarà una antiparticella positiva e viceversa. L'antimateria teoricamente è un antimondo che sarebbe del tutto indistinguibile dal nostro mondo.
Dal Big Bang originario, con il diminuire della temperatura, si è venuta a creare quell'antimateria che inizialmente era parte della materia. Ma ora guai a ricongiungerla con la materia:
sparirebbe tutto. L'energia che ne scaturirebbe annullerebbe il mondo.
Dan Brown
Quanto c'è di vero nel romanzo di Dan Brown? Per Giulio Manuzio il romanziere coglie le idee e le trasmette con fantasia, ma nella realtà attuale a mettere in un cilindro l'antimateria non c'è riuscito ancora nessuno. A che punto siamo? Abbiamo fatto diversi antiatomi di idrogeno ma non siamo riusciti ad intrappolarli. Per farlo bisogna fermarli ma, spiegato il procedimento altamente tecnologico, il risultato è ancora molto scarso.
Il fisico nucleare Giovanni Ridolfi parla dell'antimateria che, ricorda, è stata prima pensata e poi trovata; cosa che nel mondo dei quanti è normale. Il problema della casualità nella fisica nucleare è all'ordine del giorno. Di solito gli effetti seguono le cause, mentre con i quanti si hanno cause che seguono effetti. Le antiparticelle diventano determinanti. Senza di esse non si potrebbe pensare la meccanica quantistica: c'è un infinitamente piccolo che deve essere solo immaginato, non si riesce a vedere.
Conclude la conferenza una domanda sulla fede di
Paola Catapano. Manuzio si dice incastrato per una risposta che non si aspettava: non è religioso ma vorrebbe che i teologi odierni si interrogassero, alla luce delle nuove scoperte scientifiche che hanno spostato la nostra galassia dal centro dell'universo, su ciò che è la divinità da loro codificata
quando la Terra era al centro cell'universo. Per Ridolfi le scoperte continue della scienza possono pensarsi come un ulteriore passo verso la religiosità, verso un modo nuovo per conoscere il divino.
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