Sono stati il celebre filosofo
Remo Bodei e lo scienziato
Enrico Bellone, direttore della rivista
Le Scienze, i contendenti di quello che il moderatore, l'epistemologo
Telmo Pievani, ha definito un "duello scherzoso".
Teatro del singolar tenzone, che ha preso il via
alle ore 18 di martedì 1 novembre, la
Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale.
L'incontro, organizzato in collaborazione con la rivista
MicroMega, ha preso spunto dalla recente pubblicazione del testo di Bellone
La scienza negata.
A introdurre la discussione è stato
Paolo Flores d'Arcais, direttore di
MicroMega, che, riallacciandosi alle tematiche del libro, ha sottolineato lo stato di difficoltà in cui oggi versa in Italia la cultura e la ricerca scientifica: «Sentiamo sempre ripetere che viviamo nell'epoca della scienza. Ma se la nostra società ne utilizza a piene mani i frutti, tuttavia essa è, alla prova dei fatti, quasi sempre negata nella sua essenza, quasi fosse una disciplina inferiore rispetto a quelle umanistiche».
D'Arcais ha poi sottolineato
la grave responsabilità dei mezzi di comunicazione: «Nonostante l'influenza che hanno nella determinazione del senso comune, spesso non si fanno scrupolo nel dar luogo a vere e proprie orge di superstizione, trattando maghi ed esorcisti alla stessa stregua degli scienziati».
Il dibattito che è seguito si è focalizzato intorno a tre argomenti, evidenziati da Pievani: «Il nostro obiettivo è, se possibile, triplice: gettare le fondamenta di un ponte tra la cultura scientifica e quella umanistica; promuovere la scienza come ambito autonomo del sapere, indipendente e orgoglioso dei propri contenuti; ed infine dare le prime coordinate di una sorta di disciplina globale, che fonda le due culture con l'obiettivo di fotografare al meglio l'uomo».
Più che di un acceso dibattito si è trattato tuttavia di
un'amichevole scambio d'opinioni. Bodei ha convenuto con Bellone nel riconoscere la mortificazione cui in Italia le discipline scientifiche sono sottoposte: «Che cosa può insegnare un professore che non può compiere ricerca? Esclusivamente la scienza di ieri, che non spaventa nessuno». Quindi ha evidenziato che «l'incomunicabilità tra le due culture è molto spesso un problema di linguaggio: si parla delle stesse cose con parole differenti: per questo, per creare dei ponti, è importante non demonizzarsi a vicenda».
Quando è arrivato il suo turno, Bellone
ha invece fatto ricorso alle parole di Albert Einstein: «Fu lui a dire che la scienza senza filosofia è arida, e la filosofia senza scienza è vuota». Quindi ha sottolineato come il problema non sia mai costituito dalla filosofia in sé, quanto piuttosto da quei filosofi che pongono la propria materia su di un piedistallo per poi guardare dall'alto in basso le discipline scientifiche. «Perché chi diffonde quella che l'umanista Paolo Rossi definì l'"immagine negativa della scienza", non attacca solo tale cultura, ma la filosofia stessa, a partire da Bacon, Kant e tutto l'Illuminismo».
Leggi tutti gli articoli di mentelocale.it sul Festival della Scienza 2005
Nella foto la copertina del libro di Enrico Bellone