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Cultura

Craig Venter cerca nuovi geni

 
Il padre della decodifica del genoma umano a Genova. L'uomo è molto più simile a un cane di quanto sembra. Si può creare nuova vita?
 
   

     
1 novembre 2005
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mentelocale di
Giorgio
Viaro
   
genoma
Craig Venter, il padre della decodifica del genoma umano, è stato ospite oggi del Festival della Scienza, nella splendida cornice della Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Accanto a lui John Brockman, l'agente letterario newyorkese sostenitore della cosiddetta terza cultura, un vasto movimento che ha contribuito a ridefinire, negli ultimi anni, la figura stessa dell'intellettuale: ormai gli opinionisti sarebbero gli scienziati e non più gli umanisti.

L'incontro ha avuto un moderatore d'eccezione, ovvero Alun Anderson, giornalista e divulgatore, a lungo direttore della rivista New Scientist.
Argomento di discussione: i confini della ricerca scientifica, tema quanto mai attuale specialmente in Italia, ove si è di recente consumata la polemica sul fallimento dei referendum sulla procreazione assistita e sulla sperimentazione tramite cellule staminali: «In America siamo abbastanza fortunati», ha ironizzato Venter, «perché anche gli esponenti della destra più conservatrice sono soggetti piuttosto pragmatici: si oppongono alla sperimentazione sulle staminali solo fintanto che non si ritrovano con un parente ammalato d'Alzheimer...».

Gli sviluppi seguiti alla decodifica del genoma sono stati negli ultimi anni imprevedibili: «Innanzitutto si è scoperto che una creatura apparentemente tanto complessa come un essere umano ha in realtà solo 30.000 geni, appena il doppio di quelli di un moscerino della frutta», ha sottolineato Anderson, «poi che il nostro patrimonio genetico coincide per il 97% con quello dei cani».
In un solo, ben limitato sito oceanico - nel mar dei Sargassi - Verter ha trovato un milione di nuovi geni, viaggiando a bordo del suo Sorcerer II. «Abbiamo preso un campione d'acqua, l'abbiamo filtrato, individuando i geni. Nell'acqua di mare ce ne sono milioni non rintracciabili nelle specie animali. Questo dovrebbe farci molto riflettere sulla nostra idea di centralità del genere umano nel contesto naturale».

Ma decodificare le mappe genetiche conduce a prospettive ancor più suggestive ed eticamente pericolose: la creazione della vita. «Abbiamo isolato il cosiddetto pacchetto di geni semplici, un insieme di 350 geni sufficienti a creare un organismo vivente. Questo ci ha permesso di sintetizzare, per ora, dei virus. Ma è solo un primo passo. L'interesse principale è nello sviluppo di vaccini che facciano fronte, ad esempio, alle pandemie», ha spiegato ancora Venter.

«Quanto contano le lobby che si oppongono a questi sviluppi?», ha chiesto allora Anderson. «Poco, ma sono ben finanziate e quindi pericolose», ha risposto Brockman. A conclusione dell'incontro Venter ha chiosato definendo con precisione la sua convinzione: «La scienza è l'unica disciplina che persegue la ricerca della verità sulla base dei fatti. La religione, invece, si occupa di un altro ambito, quello della fede».

Leggi tutti gli articoli di mentelocale.it sul Festival della Scienza 2005
 
 
 
 
 
 
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