Chi era
Richard Feynman? «Un fisico brillante, un genio, ma anche un personaggio, uno che amava la vita, lo scherzo e frequentava i bar», racconta
Luca Giberti, regista del one-man-show Qed. Un giorno nella vita di Richard Feynman,
un'anteprima assoluta per l'Italia. Con lui, alla presentazione del 31 ottobre, presso la Nouvelle Vague di vico de' gradi, c'erano anche Manuela Arata, il fisico Brian Greene (teorico delle Stringhe e autore del bestseller The Elegant Universe) e i due attori protagonisti:
Andrea Nicolini e Arianna Comes. Ha una parte nello spettacolo anche Manuela Arata: «Finalmente qualcuno si è accorto del mio talento» racconta divertita. Non tutti sanno infatti che nel 1976, Arata aveva frequentato la scuola dello Stabile di Genova.
«A parte il Galileo di Bertold Brecht, il panorama scientifico teatrale è piuttosto desolante», racconta Giberti. «Il testo di
Peter Parnell, dal quale è tratto lo spettacolo, invece mi ha colpito subito: funziona sia a livello drammaturgico che nei contenuti». Per questo Giberti ha deciso di tradurre questo Feynman, «non è stato un lavoro difficile: questo genio parlava un linguaggio molto semplice e il testo, che si avvale di molte registrazioni originali, si mantiene fedele a questo aspetto».
La strana sigla presente nel titolo,
Qed sta per
Elettrodinamica Quantistica e fu proprio per il suo lavoro svolto in quest'ambito che Feynman (1918-1988) ottenne il Premio Nobel per la Fisica, nel 1965. Lo spettacolo si svolge tutto in una notte, quella lunga notte che ripercorre la vita di quest'anima creativa della fisica. Nell'86 Feynman rintracciò i motivi che avevano portato all'esplosione dello Shuttle. «In soli sei mesi, aveva scoperto che si trattava di una guarnizione», racconta Giberti.
Il giovane regista ha voluto che alla presentazione fosse presente anche il fisico, suo amico, Brian Greene per spiegare ai presenti qualcosa in più del Feynman uomo. «Non sono molti i premi Nobel chiamati a testimoniare contro la chiusura di un locale di Streap Tease» commenta Greene, riferendosi al processo che vide Feynman testimone del suo bar preferito mentre rischiava la chiusura per schiamazzi notturni.
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