Negli anni Sessanta il giovane fisico
Gabriele Veneziano pose le basi che portarono allo sviluppo della
Teoria delle stringhe, candidata ad essere una Teoria del tutto. Il 30 ottobre 2005, Veneziano ha regalato al numerosissimo pubblico del Festival della Scienza una lezione davvero speciale.
Nemmeno un posticino vuoto nell'auditorium di Palazzo Rosso, moltissime le persone che pur di assistere, sono rimaste in piedi.
Negli ultimi anni della sua carriera
Albert Einstein, cercò invano di «unificare a livello concettuale il microscopico - cioè il quantistico - e il macroscopico ovvero il classico», racconta Veneziani. La sua intenzione era quella di formulare una teoria unificata, capace di spiegare tutte le forze della natura: da quelle che regolano l'infinitamente piccolo, a quelle che agiscono sull'infinitamente grande.
Nella sua lezione Veneziano compie un viaggio a ritroso nel tempo. Parte da una celebre frase attribuita ad Einstein: «Devo sembrare uno struzzo che seppellisce la testa nella sabbia relativistica per non far fronte ai quanti demoniaci».
50 anni dopo, attraverso gli sforzi di Veneziano, il sogno di Einstein sembra prendere vita, avvalendosi della meccanica quantistica.
«La teoria delle stringhe», spiega infatti il fisico italiano, «spalma l'interazione gravitazionale su distanze non nulle, grazie a dei miracoli quantistici, partendo da un principio piuttosto modesto, ovvero l'ipotesi che tutto sia fatto da piccole cordicelle vibranti, che hanno la possibilità di essere relativistiche e quantistiche».
A questa soluzione il nostro Albert non sarebbe potuto arrivare, almeno non con gli strumenti di allora. Ma cosa ne penserebbe oggi il più famoso dei fisici di tutti i tempi? «Probabilmente risponderebbe
God does not play strings» conclude Veneziano, parafrasando un'altra celebre affermazione del genio spettinato che, scettico sulla meccanica quantistica, aveva dichiarato: God does not play dice.
Nel prossimo futuro di Gabriele Veneziano, ci sarà, con ogni probabilità un libro, nel quale racconterà la storia, il percorso, che lo hanno portato a sviluppare la teoria delle stringhe. Nel frattempo tornerà ad occuparsi di «buchi neri e coerenza quantistica».
Leggi tutti gli articoli di mentelocale.it sul Festival della Scienza 2005