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Un fenomeno non molto diffuso ma degno d'interesse è quello dei
controblog. È capitato diverse volte che alcuni blogger abbiano aperto blog con lo scopo preciso di denigrare, contrastare, attaccare, altri blog, e più precisamente altri blogger.
L'esempio più noto è quello di
Blogdiscount, anche perché questo tipo di sito non va contro il singolo blog ma contro le regole e le presunte ipocrisie del meccanismo delle "blogstar", criticandone usi e costumi, metodi e atteggiamenti, e utilizzando l'arma dell'ironia tagliente per attaccare coloro che fanno parte di questo presunto star system senza averne titolo e qualità. Anzi, di fondo
l'attacco è volto al concetto stesso di blogstar, curioso caso di etichetta non accettata né dall'offerente né dal ricevente (ma su questo si può discutere).
Blogdiscount ha, ovviamente, i suoi bersagli preferiti, quelli che ricorrono più spesso, nomi conosciuti, volenti o nolenti, in tutto l'ambito "blogosfera", ma ad un lettore esterno, fuori dalle dinamiche che regolano la vita dei blogger, ciò che maggiormente si evince è la
repulsione nei confronti dell'importanza che le blogstar si sono date autonomamente, senza che poi quest'importanza abbia, secondo loro, una valenza di fondo. Quel che ottengono è esattamente ciò che vorrebbe qualsiasi altro blogger: accessi, visibilità, commenti, importanza.
In pratica, le stesse regole che essi denunciano sono poi quelle che utilizzano per ottenere un ritorno. È noto, infatti, che i blog artefici di
flame (vere e proprie risse virtuali) sono quelli che ottengono più visibilità, sebbene spesso effimera e di breve durata.
Ci sono poi i controblog che prendono di mira il singolo blogger. Si sono verificati diversi casi di blog aperti da anonimi, con nick simili a quelli del blogger preso di mira, spesso ironizzando sul nick stesso, e qui entriamo in un ambito strettamente personale. Di norma questi blog hanno lo scopo di ottenere visibilità a scapito di chi, secondo il
fake (il fake è sostanzialmente un "falso". Uno che finge di essere qualcun altro, che si sostituisce a qualcun altro. Un anonimo), ha questa visibilità, ma non la merita.
Ecco allora i post presi dal blogger di riferimento e rifatti a mo' di presa in giro, ecco i commenti sparsi sui blog che questi frequenta,
cercando di seminare zizzania e ilarità. Di fronte a simili episodi le vittime reagiscono in modi diversi. C'è chi s'arrabbia, chi ignora, chi sta al gioco nella speranza che il
fake si stanchi presto. Di norma, comunque, questo tipo di attacchi genera fastidio, perché si ha la sensazione di non avere più controllo sul proprio nick e sul proprio blog, e perché la reputazione virtuale pare essere tenuta in grande considerazione, e tutto quanto può "macchiarla" è visto negativamente.
Un'offesa ricevuta sul blog attiva ripercussioni molto più gravi che non se accadesse nella vita reale.
Ci sono poi esempi di controblog decisamente divertenti e riusciti, come quello che tempo fa vide protagonista
personalità confusa, con una parodia ironica e divertente fatta nel blog
senilità confusa. Un controblog che durò poco ma che ottenne la simpatia di molti lettori, primo tra tutti lo stesso blogger parodiato. Ma sono casi rari.
Il più delle volte il controblog è pregno di odio e rabbia, e l'autore raramente comprende che ciò che contrasta è, in realtà, ciò che vorrebbe lui: notorietà, accessi esagerati, commenti a valanga.
In ogni caso un fenomeno presente, senza contare che spesso gli autori di controblog amano girare per i blog in forma anonima cercando in tutti i modi di accendere ulteriori flame, e stizzire più possibile la vittima, perché alla fine la loro vittoria è nella reazione scomposta del blogger preso di mira.
Una cosa è certa: il controblog non fa altro che attestare l'importanza che il blogger colpito ha. Difatti, mai si potrebbe verificare il caso di un blog sconosciuto e parodiato. In pratica, l'avere qualcuno che ti fa un controblog altro non è che l'attestazione della propria importanza. Fittizia, virtuale, inutile quanto vi pare, eppure sostanziale. Un po' come quei comici che fanno parodie in tv. Imitare ironicamente un personaggio sconosciuto non ha lo stesso riscontro che imitarne uno famosissimo. Ergo,
l'artefice inconsapevolmente certificata proprio il contrario di ciò che vorrebbe. Si potrebbe giungere ad affermare che finché esisterà Blogdiscount, esisteranno le Blogstar.
Son cose, direbbe qualcuno. Materiale di discussione, dico io.
Tiziana Cerquetti aka Tittyna