Dopo l'abbuffata di cultura che ha preceduto e portato a termine il 2004, la
Fondazione Carige continua «l'opera di riequilibrio delle risorse spese» - sono parole del presidente
Vincenzo Lorenzelli - verso l'altro settore in cui è impegnato l'ente: il sociale.
Sabato 29 ottobre 2005 verrà inaugurata la
casa di accoglienza Giovanni Culcasi, dedicata ai bambini affetti da gravi malattie e alle loro famiglie. In una ex sala cinematografica in pieno centro di Nervi (viale Franchini 1b) sono stati predisposti
nove appartamenti autosufficienti (con bagno e cucina): ospiteranno soprattutto i degenti del Gaslini, costretti a trasferirsi a Genova per le cure, ma non in grado di mantenere casa o albergo. I primi arrivi sono previsti per l'inizio di novembre.
Il progetto confezionato dalla
Fondazione Cilla - che si occupa da quindici anni di accoglienza alle famiglie dei bambini malati - ha trovato un partner generoso oltre le aspettative: la Fondazione, infatti, ha fornito
il milione e mezzo di euro necessario all'acquisto e alla ristrutturazione dello stabile.
«Da tanti anni constatiamo le difficoltà delle famiglie che si ritrovano in questa situazione - dice
Mario Baroni di Cilla - padri che dormono in macchina perché non possono permettersi camere o hotel, persone che rimangono senza lavoro a causa del trasferimento. Insomma, c'è bisogno di qualcuno che gli risolva una situazione drammatica».
La casa di Nervi è intitolata a un ragazzino accolto dalla Fondazione Cilla in un altro spazio dedicato, in via Carrara a Genova.
A soli dieci anni Giovanni Culcasi è morto a causa di una grave malattia, dopo essersi trasferito da Trapani. Sua madre, Maria, sarà la direttrice del nuovo centro, che funzionerà grazie all'impegno dei volontari.
I
settecento metri quadrati dell'ex cinema comprendono, oltre agli appartamenti, una sala medica e altri spazi comuni. I lavori iniziati il 6 gennaio 2005, sono terminati a tempo di record.
Il problema che affligge i famigliari dei piccoli malati è enorme. Basta pensare che sono
circa sedicimila i ragazzi che arrivano al Gaslini ogni anno solo dal sud dell'Italia. La Fondazione Cilla - che gestisce altre tre case a Genova (in via Carrara, piazza Martinez e via Montecorno) - accoglierà le richieste di alloggio dagli assistenti sociali del Gaslini. L'offerta libera richiesta sarà di
130 Eu a settimana: «il minimo per ripagare le spese di pulizia, così necessarie in situazioni simili», dice Baroni.
Ma alla conferenza stampa si è parlato anche di altre questioni che interessano la Fondazione e quindi la città. Lorenzelli ha illustrato le iniziative cui sta pensando e che ha già avviato. È stato acquistato il Crocicchio di piazza Bandiera a Genova, in cui l'
Associazione Marcellino allestirà un centro di assistenza ai senza fissa dimora e l'
Alpim svolgerà le proprie attività di protezione dei minori usciti dal riformatorio. Infine, in collaborazione con l'
Associazione Gigi Ghirotti, aveva pensato di avviare a Villa Salus di Albaro (via Montallegro) un
ospice gestito dell'ente del professor Henriquet. Ma la Regione ha già fatto un piano degli
ospice liguri, e
Villa Salus non c'è. «Non ci disperiamo - dice Lorenzelli - i progetti non mancano. A Villa Salus potremmo fare
una casa dello studente o una foresteria per post-doc venuti a Genova per fare ricerca».
Nella foto: gli appartamenti della casa di accoglienza 'Giovani Culcasi' di Nervi