Giuliana e Patrick, nel catalogo 2005-06 della vostra casa editrice L'ippocampo vi sono delle novità. Ce ne volete parlare?
«
Sondiamo tutte le mura. Avviamoci su tutti i sentieri. Scrutiamo tutti gli abissi. Nihil intentatum.... Come diceva
Teilhard de Chardin, stiamo scrutando altri orizzonti, terre lontane, come l'Islanda, che gli scatti di
Patrick Desgraupes rendono con una precisione e un rilievo unici, grazie a una fotocamera a grande formato. Inoltre, all'interno della collana
Grandi libri illustrati, abbiamo deciso di pubblicare un singolarissimo atlante del mondo equino, il volume
Cavalli, di
Yann-Arthus Bertrand, in cui accanto al cavallo compare il suo proprietario, dal
gaucho argentino al falconiere kirghiso, supportato da un testo appassionante di
Jean-Louis Gouraud, che ha percorso a cavallo i tremila chilometri tra Parigi e Mosca. E poi, visto il successo di
Microcosmos, gli autori
Claude Nuridsany e
Marie Pérennou hanno realizzato il loro secondo film,
Genesis, la cui uscita nelle sale è contemporanea alla pubblicazione del nostro omonimo volume fotografico; la nascita della vita sulla nostra terra narrata dall'attore shakespiriano
Sotigui Kouyaté, che riveste i panni di un
griot africano».
Molte delle vostre pubblicazioni hanno un aspetto pedagogico. Novità di quest'anno sono La vita selvaggia raccontata ai bambini e I fari raccontati ai bambini. Avete mai proposto i vostri testi alle scuole?
«Molte biblioteche annoverano già alcuni titoli del nostro catalogo. Inoltre sia la collana
Il tappeto volante che la seconda collana che abbiamo inaugurato,
L'albero della palabra, possono essere un utile strumento didattico, anche se noi purtroppo non siamo ancora riusciti ad entrare in diretto contatto con il mondo della scuola. Ma continuiamo a pubblicare collane per bambini. L'album
L'Africa, piccolo Chaka..., ad esempio, per conoscere il mondo africano attraverso i dialoghi di
Papa Dembo che ne racconta i colori al nipotino».
La nuova collana Urban way sembra invece sentire forte l'esigenza di calarsi nel linguaggio dei ragazzi. Come mai?
«L'idea è quella di proporre una carrellata del mondo urbano, dalle
sneakers, ai graffiti, al cellulare: nel nostro approccio multiculturale non potevamo restare insensibili a queste esperienze creative universali, che con la loro esuberanza ed effervescenza partecipano ad una rivoluzione globale.
Domenica 25 settembre l'inserto di Repubblica ha dedicato due pagine ai graffiti, con il nostro volume
Graffiti world in evidenza. Ne siamo fieri. La direzione è quella. Avviarsi sui sentieri inesplorati».
Edith de la Heronnière, scrittrice che con il suo Diario Siciliano lo scorso anno mi entrò nel cuore, è stata quest'anno al Festival di Mantova. In mezzo a nomi come McEwan e Yehoshua, come è stata accolta dal pubblico?
«È stata molto contenta di Mantova: ha presentato tutta la sua opera, per
Sellerio La Ballata dei pellegrini, sul pellegrinaggio fatto da lei a Compostela, e per
L'ippocampo la biografia del pioniere del pensiero cristiano postmoderno,
Teilhard de Chardin - Una mistica della traversata, davanti a un pubblico folto e attento. Purtroppo i giornalisti non l'hanno contattata, e questo ci rammarica. Però su di lei sono usciti parecchi articoli: quello di
Alessandra Jadicicco, che nutre per la Edith filosofa una profonda venerazione, una pagina intera sul Giornale, una recensione su Famiglia Cristiana e una sul Foglio.
Giuseppe Scaraffia ne ha parlato sul Sole 24ore e
Chiara Crepella di Stilos, un giornale sicilano, ha omaggiato la scrittrice che a sua volta aveva omaggiato la loro terra».
Giuliana e Patrick Le Noel, nel loro tono, nei loro gesti, hanno sempre l'eleganza con cui li ho conosciuti, e sanno quanto io sia sensibile alla loro collana il Kimono. Fa parte di quei libri da borsetta, quei piccoli taccuini che apri e ti tengono compagnia quando le parole intorno, su un bus, o mentre si fanno le code negli uffici, sono solo di rabbia e arroganza. Nella collana il Kimono le novità sono ben quattro: oltre a
Teilhard de Chardin,
Un bel mattino d'estate di
Laurie Lee, l'autobiografia di uno dei grandi poeti inglesi del Novecento,
L'odalisca perduta di
Adrien Goetz, ambientato nella Parigi dell'epoca romantica, sugli sfondi della baia di Napoli, alla ricerca del capolavoro di
Ingres La Dormiente di Napoli e
Ana No, di
Augustin Gomez-Arcos, la storia dell'attesa di una donna, in un porticciolo Andaluso, del proprio figlio rimasto prigioniero in un carcere nel nord della Spagna durante la guerra civile.
Patrick va sempre, libraio dopo libraio, a proporre i propri libri, per avere con loro un rapporto diretto. Una distribuzione della cultura che ha ancora
il sapore antico del passaparola.
Auguri Giuliana e Patrick.
Marina Giardina