Ancora Bacci Pagano, ancora un caso di omicidio da risolvere, ancora il suo intuito acuto e la sua lingua pungente. Il terzo atto della saga si intitola
La creuza degli ulivi, le donne di Bacci Pagano (Fratelli Frilli Editori), verrà presentato -
venerdì 7 ottobre alle 18.00 presso la libreria
Feltrinelli di via Venti Settembre - dall'autore
Bruno Morchio, insieme ai giornalisti
Laura Guglielmi (Il Secolo XIX) e
Pietro Cheli (Diario).
Agosto 2001, caldo afoso, città deserta. Bacci è incazzato nero perché mentre lui se ne sta da solo a Genova, Mara (la sua fidanzata) si trova in barca a vela insieme a un suo collega, nell'isola greca di
Kassos. Il sarcasmo di Bacci sul nome del luogo è chiaro no?
E se ci mettete anche che è appena finito il G8, fate voi che bella estate. Insomma,
il nostro detective annaspa.
«Gran parte del libro è stata scritta prima, nel 2000», dice l'autore. Se abbiamo fatto bene i conti
l'ultima volta che abbiamo sentito Bruno Morchio,
Maccaia è stato il primo in ordine di redazione,
Una storia da Carruggi il terzo, quest'ultimo il secondo. Il quarto è ovviamente già in cantiere.
E ora l'intreccio. La moglie di un cardiochirurgo milanese trasferitosi a Genova, chiama Bacci per seguirlo. «Una questione di corna», dice Bruno. L'investigatore, come si dice in
slang genovese, ce n'ha per il belino, ovvero,
non ne vuol sapere di dedicarsi al caso.
«Inquisito per corruzione all'epoca di Tangentopoli - dice Bruno - il medico è in stretti rapporti con tale Sangallo, Ministro nel neoeletto governo di centro destra. Alla fine Bacci decide di accettare, per vedere se almeno riesce a rompere un po' le palle a questi personaggi».
Prende il via l'indagine, Bacci chiama una serie di donne (da qui il sottotitolo) e quando ormai ha perso ogni speranza, succedono molte cose. Valeria, una sua vecchia fiamma, torna a chiamarlo. Nel frattempo una ragazza viene trovata morta nella casa rossa di Sant'Ilario. Linda, la vittima, è un'amante del chirurgo milanese, ma l'investigatore è convinto che il colpevole non sia lui. Stop.
«Questo romanzo non è un giallo - dice Bruno Morchio - come va a finire la storia si capisce abbastanza presto. È piuttosto un
noir, incentrato sui
rapporti famigliari e sentimentali, sulla separazione, sulla rottura di questi legami». I personaggi hanno una storia famigliare critica da raccontare: del medico già sappiamo; il protagonista, invece, c'ha i problemi suoi con Mara e la vittima era scappata di casa a diciotto anni. Insomma. «Anche Bacci, che pur mantiene la sua verve, in questa vicenda è più intimista, più propenso all'approfondimento psicologico», dice Morchio.
Di certo il detective dei carruggi non rinuncia alle battute: quando gli viene chiesto che cos'è secondo lui la fedeltà risponde: «Uno spreco. Rende cattivi e talvolta fa anche venire brutte malattie».
Nella foto: Bruno Morchio, l'inventore di Bacci Pagano