Palazzo Tursi, ore 18.00. Nel
Salone di Rappresentanza scorrono su un grande schermo immagini care a tutti. C'è
Vittorio Gassman su quel telone, colui che ha fatto la storia del teatro e del cinema italiani. Così amato soprattutto a Genova, "la sua città", come sottolinea lo stesso Gassman ripreso mentre passeggia nei carruggi, tra San Matteo e piazza Campetto.
Sono nato a Genova, ovvero una giornata che la città ha dedicato al Mattatore proprio il primo settembre, giorno del suo compleanno. Ai festeggiamenti non poteva mancare la figlia,
Paola Gassman, accompagnata da
Tommaso Pagliai, nipote di Vittorio, ed
Emanuele Salce. I due giovani autori hanno proposto al pubblico genovese - accorso davvero numeroso agli eventi organizzati in città nel corso della giornata - il loro
Una vita da Mattatore, documentario che racconta il Vittorio Gassman attore e uomo: «abbiamo lavorato tre anni a questo film», ha spiegato Salce, «visionando
300 ore di materiale. Un lavoro fatto con grande amore e passione».
Anche
Anna Castellano (assessore alla comunicazione e promozione della città) ha avuto parole affettuose per Gassman, «che ha avuto intrecci forti con la nostra città, progettando nel 1992 insieme con
Renzo Piano una rivisitazione di Genova come centro dell'intraprendenza e dei viaggi metaforici. Durante le Colombiadi regalò infatti alla città un
Moby Dick (con scene di Piano, appunto) indimenticabile. Gassman fu dunque
il precursore del rinnovamento che nel 2004 avrebbe cambiato la città». Nel 1998 gli fu infatti riconosciuta la cittadinanza onoraria, e qualche anno dopo fu proprio Gassman a rappresentare la città quando questa si candidò ad essere
Capitale della Cultura Europea.
Castellano ha poi ricordato la mattina appena trascorsa a Prato, dove è stata inaugurata
la targa commemorativa presso la casa natale di Vittorio Gassman: alcuni anziani abitanti del quartiere lo ricordavano ancora quando, bambino, giocava vicino ai torrenti. «Era l'unico a saper parlare in italiano correttamente», hanno raccontato questi novantenni genovesi che, invece, parlano solo in dialetto.
Il ricordo di
Carlo Repetti, direttore del Teatro Stabile, è appassionato: «un talento, quello del Mattatore, naturale ma coltivato, affinato con un assiduo studio della tecnica. La sua voce inesistente - come diceva lui - è così diventata quella indimenticabile che tutti noi conosciamo».
Ma a regalare il momento più emozionante è stata Paola Gassman, che ha letto alcune poesie scritte dal padre: «ho scelto le più "familiari"», ha detto. «Questa è una giornata importante per me. Genova è nel mio cuore grazie ai
racconti di mio padre, e
a novembre sarò al Teatro Stabile con un nuovo spettacolo».
I festeggiamenti sono poi proseguiti a partire dalle 22.30 al
Sorpasso di via dei Giustiniani. Il locale, le cui atmosfere sono quelle tipiche degli anni '50 e del celeberrimo film di Dino Risi, ha ospitato l'esibizione di
Roberto Tomaello del Teatro Ateneo, che ha recitato alcuni testi amati da Vittorio Gassman.
Tomaello, che ha studiato alla Bottega di Firenze, ha un ricordo ancora vivo di quello che è stato il suo maestro: «mi spronava a farmi avanti e superare la mia timidezza. Per me Gassman è stato come un padre».
Fino a domenica 11 settembre, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00, sarà possibile visitare presso l'Associazione G.A.U. di piazza Suppini la
mostra fotografica interamente dedicata a Vittorio Gassman. In collaborazione con il
Museo dell'Attore e
Associazione G.A.U.
Nella foto in alto: Vittorio Gassman; in basso, un momento della cerimonia a Palazzo Tursi. Da sinistra: Emanuele Salce, Tommaso Pagliai, Paola Gassman, Anna Castellano e Carlo Repetti