Che
Povia fosse l'autore de
I bambini fanno oh l'avevamo capito. È apparso in decine di programmi televisivi. È uscito vincitore (senza nemmeno gareggiare) dall'ultimo
Festival di Sanremo. Suonerie dei telefonini, remix, adattamenti, miliardi di passaggi nelle radio... e alla fine, un po' rigonfi, facciamo tutti ohhh! Ora basta, canta qualcos'altro. Detto fatto, perché
giovedì 28 luglio Povia sarà sul palco dell'
Arena del Mare, al Porto Antico di Genova. Certo il suo cavallo di battaglia non mancherà, ma siamo pronti a goderci il suo
Evviva i pazzi, dal quale sono già usciti diversi singoli:
Fiori,
Zanzare e
Tanto non mi cambi, per ricordarne alcuni.
Ha un linguaggio semplice e diretto. «Non uso paroloni che non si capiscono», mi dice a proposito dei suoi testi. Ce l'ha un po' su con quelli che lui chiama «i gruppi intellettuali» e me li spiega così: «sono quelli che dicono "ora facciamo un tributo al tale gruppo" e chiaramente intendono una cover, e sono gli stessi che chiamano citazione una sonora copiatura».
La scaletta del suo concerto a Genova comprende, oltre ai brani di
Evviva i pazzi, quattro inediti che «fanno parte del mio prossimo album, al quale sto ancora lavorando». Farà anche la cover di
Gianna (quella del coccodrillo) che «canto meglio di tutti», ammette spudoratamente Povia con
il suo accento toscano. Ma poi ride e si capisce che non si prende davvero sul serio.
Non si scherza, invece, con i proventi de
I bambini fanno oh. Ogni centesimo guadagnato dai diritti di questa canzone sarà infatti devoluto ad
Avamposto 55. Barbara Contini, ex governatore di Nassiriya - oggi inviata del Governo italiano per l'
emergenza nel Darfur - seguirà un progetto che prevede la costruzione di una scuola-ospedale in questo territorio dilaniato dalla guerra.
La mia ultima domanda s'insinua un po' nelle intenzioni. Alzi la mano chi non ha pensato, almeno per un secondo, che l'aver presentato in pubblico la canzone prevista per Sanremo non sia stato davvero un gesto maldestro, un errore causato dall'ingenuità, ma piuttosto una trovata pubblicitaria. E invece no: «al Premio Recanati mi richiedevano due pezzi, e mi avevano assicurato che il secondo (
I bambini fanno oh, appunto) sarebbe rimasto inedito», mi spiega. La notizia, come succede in questi casi, si è sparsa in fretta e gli è costata la partecipazione al Festival. «Ma va bene così. Chi dice che lo vincevo io il Festival? Magari mi classificavo tra i primi cinque e poi finivo nel dimenticatoio».
I biglietti sono in vendita su
www.happyticket.it
Nella foto: Giuseppe Povia