|
Mercoledì 20 luglio è stato presentato il progetto Crescere insieme - azioni di accompagnamento verso la chiusura degli Istituti per minori, promosso da Regione Liguria e Comune di Genova, sostenuto dalla Fondazione Carige e dal Comune.
La presentazione ha avuto luogo nella Casa dell'Angelo dell'Opera don Luigi Guanella (via Borzoli 26 - 010 6501979), attiva dal 1951. La residenza è stata recentemente restaurata con il contributo della Fondazione.
L'iniziativa è resa alla perfezione da una riflessione di Pierluigi Vinai, consigliere della Fondazione Carige: «ormai i ragazzi restano in famiglia fino a ventiquattro anni (quando va bene), la legge - al contrario - stabilisce che l'obbligo nei confronti dei meno fortunati cessi al raggiungimento della maggiore età». Questi ultimi partono da una situazione disagiata, e in più li si lascia in balia di se stessi ancora prima di chi non ha problemi.
«Il progetto è esteso a tutto il territorio regionale», come dice l'assessore Veardo. L'intento è di ammorbidire il più possibile il passaggio di questi ragazzi verso l'età adulta. Come? Innanzitutto con la possibilità di estendere la tutela fino a ventuno anni. E poi associando il sostegno alle fasce disagiate a una politica di formazione. Per esempio, verranno uniti gli impegni per la ricerca di un alloggio e di un lavoro stabile. «Casa e lavoro sono i due perni fondamentali di questo progetto», dice don Marco Grega - direttore della Casa dell'Angelo.
Crescere insieme punta l'attenzione sui giovani, andando contro il fantasma di una città (Genova) e una Regione (la Liguria) in cui l'età media cresce di continuo. Pierluigi Vinai ricorda la prima volta che entrò nella Casa dell'Angelo: «rimasi commosso dall'ambiente che trovai, da questa grande famiglia». La Fondazione non ha perciò esitato a dare il proprio contributo - con un finanziamento di circa duecento mila euro - alla ristrutturazione del complesso. «È solo l'inizio - prosegue Vinai - la Fondazione si è impegnata a continuare a supportare la Casa dell'Angelo qualora ce ne fosse bisogno».
Sono circa cinquecento i minori che attualmente usufruiscono dei servizi sociali a Genova, divisi in una trentina di comunità. È ancora troppo presto per l'entità della domanda inespressa, cioè quanti avrebbero bisogno di aiuto. «È uno dei punti su cui lavoreremo di più con il Piano Regolatore Sociale», dice Veardo.
«Il nostro obiettivo è creare una via di mezzo tra la condizione di totale tutela, che i ragazzi hanno prima dei diciotto anni, e quella di assenza di tutela una volta volta raggiunta l'età adulta. In questo - continua Don Grega - ha un ruolo fondamentale l'elemento del lavoro».
Nella foto: una vista della Casa dell'Angelo di via Borzoli
|