Tutto cominciò nel 1998 nella casa borghese di una famiglia borghese in una strada borghese, al numero 4 di Privet Drive.
Sette anni e cinque libri dopo siamo a meno di ventiquattrore dall'uscita del sesto capitolo della saga del mago con la cicatrice a forma di
saetta sulla fronte.
Il libro,
Harry Potter and the half-blood Prince, che uscirà in italiano in tempo per i regali di Natale con il titolo di
Harry Potter e il principe mezzosangue, costringerà molte librerie a rimanere in notturna per poter vendere le prime copie di un volume, in inglese, che è gia un blockbuster, o meglio un bestsellers, un
cult.
La vendita infatti sarà consentita a partire dalle 24.00 londinesi, l'una di notte italiana, le due in Grecia e così via.
Nel 1998 il libro partorito dalla mente di
J. K. Rowling per incantare suo figlio non fu un caso letterario, ma solo un bel libro. La sua uscita, allora, non era come il Capodanno, né scomodò i vertici ecclesiastici.
Harry Potter e la Pietra Filosofale era solo una storia per ragazzi talmente originale e avvincente da ipnotizzare anche gli adulti affamati di
fantasy.
La saga di Harry Potter e dei suoi amici racconta di un mondo in cui maghi e
babbani (esseri umani senza poteri magici) vivono sotto lo stesso cielo. Non mancano bacchette magiche, unicorni e un gioco più bello del calcio, il
Quiddich, in cui si seguono palle volanti a cavallo di scope.
Alcune indiscrezioni raccontano che in questo volume un professore dei
Tassorosso esca dalla cantina dei
Serpeverde con una valigia carica di
cioccorane dopo aver venduto una partita. Ma probabilmente sono fandonie: il
Quiddich è un gioco serio, non un
gioco prezioso come il maltrattato football.
Oggi l'attesa del sesto volume ha già scatenato una vera e propria mania. Si moltiplicano le notizie e vengono persino scomodati fanti, santi e papi per un libro che ha già venduto molte più copie di quelle che saranno lette.
Molti in Italia - paese storicamente refrattario alla lettura - lo compreranno in inglese per il gusto di averlo, non per leggerlo. È un po' come comprare 100 chili di fragole sapendo di esserne allergici. Buon Appetito.
In Canada, è notizia di questi giorni, alcune copie sono state vendute prima dell'ora X per errore. Ammutinamento, tragedia? Niente paura. Il peggio sembra sia stato scongiurato.
Subito si è attivato il cordone di sicurezza. La libreria colpevole dell'emorragia bibliografica ha chiesto agli
inconsapevoli clienti, prontamente fuggiti all'estero col bottino, di restituire il mal tolto. Ma non basta. La
Raincoast, casa editrice detentrice dell'esclusiva per la pubblicazione, ha chiesto e ottenuto dalla magistratura un'ordinanza che, oltre a vietarne la vendita abusiva e la divulgazione clandestina, ne vieta anche la lettura preventiva. Il colpevole di visione illecita rischia quindi una vacanza nelle patrie galere.
Secondo alcune indiscrezioni sembra che la lettura del libro sia addirittura
pericolosa per l'anima già provata da libri e fumetti pericolosi come
Il Codice Da Vinci o
Dylan Dog.
Questa la risposta, data il 7 marzo 2003, dall'allora
Cardinale Josef Ratzinger a Gabriele Kuby, una critica tedesca che metteva al bando il libro in cui appaiono draghi, grifoni ed elfi rimbambiti: «è un bene che lei illumini la gente su Harry Potter scriveva il futuro Papa Benedetto XVI perché si tratta di subdole seduzioni che agiscono inconsciamente e quindi in profondità, distorcendo il cristianesimo nell'anima, prima che possa formarsi».
Già mi prefiguro le nuove leve di adolescenti che, di nascosto, chiusi in una stanza, leggono un libro che fa diventare ciechi, manda in galera e pure all'inferno.
Un tempo bisognava ascoltare
la musica rock al contrario per rischiare la scomunica, oggi basta un libro che parla di maghi che vanno a scuola. Che mondo difficile quello dei babbani...