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Banshee
© foto: www.thebanshee.it
 

Banshee @ Goa-Boa

 
I genovesi che saliranno sul palco del Festival. Chi sono? Da dove vengono? E soprattutto, dove vanno? L'intervista di Marta Bacigalupo
 
   

     
29 giugno 2005
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Ecco la seconda delle interviste ai protagonisti genovesi del Goa-Boa Festival 2005. Giovedì 7 luglio i Banshee apriranno, insieme a Silvia Dainese, le danze dell'ottava edizione. Rock'n'roll e divertimento. Senza pensare troppo al futuro. Marta ha fatto due chiacchiere con Jago, voce chitarra del gruppo.
Rimanete incollati al mouse. Domani - giovedì 30 giugno - c'è un'altra band da scoprire
.


Da dove vengono e dove vanno i Banshee? Cominciamo dal nome...
«Allora, il nome si riferisce ad una creatura della mitologia irlandese, misteriosa e leggendaria, ma è stato scelto soprattutto perché mi affascinava il suono. Abbiamo iniziato a suonare insieme nel 2000, in tre, facendo una specie di grunge psichedelico. Dal primo demo in poi (2002), si è aggiunta l'altra chitarra e ci siamo spostati verso uno stoner-rock più melodico. Oggi, ci siamo stabilizzati su un rock'n'roll più semplice, più divertente, che rifletta la nostra personalità e i nostri ascolti. (Franz Ferdinand, Libertines, Strokes, Razorlights, Smiths). Per quanto riguarda la meta, non abbiamo un progetto predefinito. Vedremo giorno per giorno».

Mi sembra di capire che il vostro scopo sia quello di divertire il pubblico...
«Assolutamente, la filosofia dei Banshee è proprio quella di divertire noi e gli altri, non abbiamo velleità "profetico-musicali". Secondo noi il rock deve essere diretto, divertente, ballabile e piacevole da suonare. Infatti il nostro suono è diventato più caldo e semplice, mentre prima usavamo moltissimi effetti. Quello che conta in fondo, sono personalità ed ispirazione: quattro note ma fatte bene».

È uscito il vostro terzo lavoro autoprodotto, Candy Cane Guy. Ce ne vuoi parlare?
«Beh, diciamo che abbiamo all'attivo tre demo molto differenti: ognuno rispecchia un determinato periodo della band, sia dal punto di vista del suono che da quello personale. Questo è forse il più "maturo", rispecchia la ricerca di un suono piacevole».

Senti, si parla di una certa fiction, vuoi spiegarci cosa c'entrano i Banshee con Ho sposato un calciatore?
«Ah, poco..(.ride). Abbiamo registrato gli ultimi due demo presso gli Orange Studio di Genova, gestiti da un gruppo di persone che si occupano delle colonne sonore di molte fiction, e così Dare you love me? è finita in sottofondo alla scena di un rapimento. È stata comunque una soddisfazione vedere il rapitore accendere l'autoradio e sentirne uscire la nostra musica».

Bene, sarete i primi genovesi (insieme a Silvia Dainese) a salire sul palco del Goa-Boa. Nervoso? Cosa vi aspettate da questa opportunità, e qual è stato fino ad ora il vostro rapporto col Festival?
«No, nervosi no. Ci auguriamo solo che ci sia tanta gente ad ascoltarci, e che si diverta. Speriamo chiaramente in un po' di pubblicità. E chissà, in qualcuno che si interessi a noi e ci dia una mano per booking, produzione. Visto che il nostro demo è autoprodotto. Fino all'anno scorso eravamo sotto il palco del Goa-Boa, che riteniamo essere importante per Genova...ora ci fa piacere farne parte!».

Giovedì 7 luglio - oltre ai Banshee - il prevede l'esibizione di Silvia Dainese, Max Gazzè, Roy Paci, Open Season, Sikitikis, X Alfonso, Black Uhuru, Amadou & Miriam.

Marta Bacigalupo

Nella foto: i Banshee
 
 
 
 
 
 
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